Delle 24 formazioni partecipanti al mondiale femminile, una sola ha concluso la prima fase con 15 punti all’attivo. È l’Italia di Mazzanti. Sia pure senza toccare i livelli di gioco degli Europei o della più recente Nations League, le azzurre hanno assolto il loro primo compito con dedizione e caparbietà. Inserite in un girone ad onor del vero piuttosto morbido, Paola Egonu e compagne hanno sfruttato al meglio l’opportunità, vincendo tutte e cinque le gare “a pieni punti”, cioè senza mai dover ricorrere al quinto set. Tre vittorie per 3/0 su Camerun, Portorico e Kenia e due 3/1 a Belgio e Olanda, le avversarie più credibili di questo primo girone. Solo la Serbia è riuscita, come noi, a vincere tutte e cinque le gare, ma con un 3/2 che la manderà alla seconda fase con 8 punti e non con i 9 che costituiranno il bottino iniziale dell’Italia. Le 16 qualificate sono state infatti suddivise in due ulteriori raggruppamenti da 8 squadre, portandosi dietro i risultati acquisiti nella prima fase. L’Italia partirà pertanto con nove punti all’attivo, mentre Cina, Brasile, Giappone e Belgio avranno in dote 6 punti ciascuno. A 3 c’è l’Olanda, a 0 Portorico e Argentina, per le quali sarà di fatto impossibile o quasi centrare la qualificazione per i quarti di finale. Prima avversaria della seconda fase per le azzurre sarà martedì proprio il Brasile, di fatto la più autorevole antagonista per il successo, che paga però in partenza l’imprevedibile ko inflittogli dal Giappone. Sarà un girone impegnativo, perché anche Cina e Giappone sono avversarie di rango e si batteranno per un posto al sole. Nell’ultima fatica del girone preliminare l’Italia ha vinto e abbastanza convinto contro le padrone di casa dell’Olanda. Schiacciante la superiorità espressa nel primo set, con la palleggiatrice Orro e la centrale Danesi a far la voce grossa nell’eloquente 25/13 che ne è scaturito. Piccolo calo di tensione nel secondo, con le olandesi brave ad approfittare di un’Italia stranamente svagata proprio nella fase conclusiva del parziale. Niente paura, siamo l’Italia. Ed ecco che nel terzo set le nostre, dopo un avvio equilibrato, innestano le marce alte. Il muro comincia a funzionare come si deve, le attaccanti orange faticano a mettere palla a terra. L’Italia contrasta e contrattacca con successo, sebbene Egonu non sia quella delle giornate splendenti. Sono Pietrini e Bosetti a trascinare le azzurre, ma nel finale di set la Paoletta nazionale spara due o tre bordate da altezze siderali per ribadire che l’attaccante più forte del mondiale indossa la maglia azzurra. L’Olanda arranca e raccoglie solo 16 punti. Il successo nel girone è già ottenuto, ma l’Italia vuole vincere anche la gara per portarsi in dote i 9 punti e così resiste all’estremo tentativo di Bongaerts e Daalderoop di riaprire il match. Soffre un po’ in ricezione la squadra azzurra, e Mazzanti mette Sylla per una Bosetti in difficoltà. Anche Pietrini fatica in questo fondamentale, ma si riscatta con attacchi particolarmente incisivi. La scossa finale arriva dal servizio, finalmente efficace. L’Olanda riceve peggio e pasticcia in attacco e così per le azzurre è più semplice portare a casa anche il quarto set, sia pure con più fatica degli altri due già incamerati. Pietrini e Danesi sugli scudi, le altre possono e devono far meglio, ora che si comincia a far davvero sul serio. Quattro gare per definire la griglia dei quarti e almeno tre saranno di non semplice interpretazione. Serve l’Italia vera, per proseguire nella striscia vincente.
Italia unica squadra a punteggio pieno

