C’è un grosso movimento nel mare-magnum della politica. E oggi è stata una giornata in qualche modo da segnare in rosso sul calendario. La “bomba” lanciata da Massimiliano Tagliaferri sul nostro sito nel pomeriggio ha messo in discussione molte certezze e prende di mira direttamente quell’abitudine al trasversalismo con la quale fa i conti da sempre la politica della nostra provincia.
Non si riesce ancora a capire cosa abbia spinto Massimiliano Tagliaferri ad andare oltre le solite dichiarazioni di circostanza per dichiarare la propria intenzione a correre per le prossime regionali.
Ma è certo che quello che ha detto, è destinato ad aprire un fronte dentro tutta la coalizione di centrodestra. Più che uno scontro tra partiti d’ora in poi ci saranno da una parte quelli intenzionati a lavorare per un “centrodestra” rinnovato e vincente. Dall’altra quelli che preferiranno la “confort-zone” dei patti notturni con gli avversari pur di guadagnare qualche strapuntino e qualche posto nelle varie segreterie.
Massimiliano Tagliaferri ha chiaramente detto che vuole stare, anzi vuole provare a stare con i primi. Quelli capaci di mantenere i patti. E per i quali la parola data vale più di tutto.
Al presidente del consiglio comunale, i bene informati raccontano, non sono piaciute per niente le strampalate dichiarazioni, a mò di ripetitore, di Pasquale Cirillo su Solidiamo. E l’immotivata accellerazione dei giorni scorsi sul progetto.
Sa bene che le premesse sulle quali lui più di tutti ha investito per costruire la coalizione che ha portato Mastrangeli a Palazzo Munari sono quelle di una fortissima e leale condivisione strategica del programma. E sin dall’inizio ha puntato a valorizzare l’esperienza Frosinone non tanto a livello personale ma con lo scopo dichiarato di avere una rappresentanza politica di centrodestra sempre più forte e più utile alla città. Conquistando la presidenza della provincia e cercando di portare un rappresentante del capoluogo in Consiglio regionale. A casa Tagliaferri tra l’altro conoscono bene l’analisi dei numeri della politica e aver notato il divario enorme tra il “surplus” del risultato di Frosinone rispetto alla media nazionale della Lega e il modesto risultato di Cassino ha dato linfa alla sua idea e al suo progetto riguardante il futuro del Carroccio a livello provinciale. E ha messo subito nel mirino la coppia Abbruzzese-Pallone e quell’affollato raduno, al coordinamento provinciale, di troppe teste a commentare i pochi voti della Lega. Troppe teste che in questo momento però qualcuno vorrebbe utilizzare per cambiare accordi ed equilibri di partenza.
E se a Frosinone le “bombe” sulle quali si discuterà molto nei prossimi giorni le ha lanciate Massimiliano Tagliaferri ad Anagni la scena è tutta per i tre consiglieri di maggioranza (D’Angeli, Proietti e Tufi) che hanno disertato il consiglio comunale facendolo abortire prima dell’appello. Tre consiglieri in meno per Natalia e terzo consiglio che salta con una situazione che mette in grande difficoltà l’amministrazione della Città dei Papi. Messa a dura prova dallo scisma di Franco Fiorito che ormai aleggia con tutta la sua abilità strategica sul destino della coalizione di centrodestra. Coalizione che si prepara a fare i conti con un difficilissimo finale di consiliatura e con un ancor più difficile tentativo di riproporsi tra qualche mese al vaglio degli elettori per tentare un bis che al momento appare decisamente proibitivo.
