A giudicare dalla giornata odierna sbaglia chi giudica a un passo dalla chiusura la partita delle prossime provinciali. I malesseri ci sono eccome. Nel centrosinistra e nel centrodestra. E i giochi ancora in corso potrebbero riservare numerose sorprese portando ad un finale tutto ancora da scrivere. Ma andiamo con ordine.
La direzione del Pd non decide e inventa la “delegazione”
Diceva Felipe Gonzales “Quando la sinistra non sa che fare o fa le commissioni o fa i congressi”
La direzione del Pd si è chiusa con un nulla di fatto. Alla fine è stata formata una delegazione che avrà il compito di indicare il candidato migliore capace di conquistare Palazzo Jacobucci raccogliendo i consensi di quegli amministratori civici (o di centrodestra) non riferibili ai Dem. In pratica Antonio Pompeo (il presidente uscente), Enzo Salera (sindaco di Cassino), Domenico Alfieri (Sindaco di Paliano), Luca Fantini (segretario provinciale del Pd) ed Enrico Pittiglio (capogruppo alla Provincia) dovranno indicare un nome che abbia le stesse caratteristiche di Giuseppe Sacco sacrificato sull’altare delle intemperanze di Salera nella sua sfida infinita a Francesco De Angelis. In fondo diceva Felipe Gonzales “Quando la sinistra non sa che fare o fa le commissioni o fa i congressi”.





Nulla di fatto anche nel centrodestra dove permane una situazione di stallo
La candidatura di Riccardo Mastrangeli non decolla e non bastano i 5 sindaci che fino ad oggi hanno firmato la proposta del primo cittadino del capoluogo. Non bastano perchè con loro c’è soltanto la Lega e il partito di Salvini attualmente non ha la forza numerica per arrivare al traguardo senza l’apporto degli alleati di Fratelli d’Italia e della Lega.

Resta irrisolta la questione di fondo: la candidatura è partita senza il placet preventivo di Ruspandini e Fazzone e solo con qualche promessa (rivelatasi infondata) di appoggio esterno da parte di ambienti riferibili al presidente uscente della provincia Antonio Pompeo. Poi, come sempre accade in politica, il quadro è cambiato e il partito ha richiamato il prossimo candidato alle regionali dei Dem alle determinazioni ufficiali. Pertanto quello che prima appariva scontato oggi non lo è più e Mastrangeli pur supportato da una parte della sua maggioranza, attualmente non ha la forza per andare oltre.
L’asse Ruspandini-Fazzone per una scelta condivisa
La novità del giorno è costituita dall’ufficializzazione dell’asse tra il senatore Claudio Fazzone e Massimo Ruspandini. I due hanno redatto un documento richiamando di fatto Mastrangeli ad evitare di continuare a fare passi in avanti invitandolo alla ricerca di una soluzione che contempli “un centrodestra allargato a civici e a tutti coloro che contemplino l’idea di una provincia inclusiva” chiaro riferimento al fatto che da soli senza una parte di civismo e centrosinistra non si può vincere ma soprattutto hanno fatto un chiaro riferimento all’importanza di valorizzare l’esperienza dei sindaci dei tanti centri minori quando chiudono sostenendo che la scelta “tuteli e interpreti al meglio la sua identità figlia di una popolazione che vive per la sia stragrande maggioranza in comuni piccoli”.

Scopo di Fratelli d’Italia e Forza Italia è quello di giungere ad una proposta responsabile che da un lato sia in grado di rimettere in piedi l’alleanza di centrodestra e dall’altro di coinvolgere “politicamente” nel progetto chi in questo momento non si sente rappresentato e garantito dalle liti interne al Pd. Al comunicato di Fratelli d’Italia ha risposto il coordinatore della Lega Nicola Ottaviani dicendosi pronto ad aprire il tavolo di centrodestra e mettendo anche a disposizione la candidatura di Mastrangeli in favore di altri in grado di raccogliere “sintesi più ampie”.
L’inutile attesa di Luca Di Stefano e il richiamo al “civismo” di Gianluca Quadrini
Tutto tace dalle parti di quello che era il candidato in pectore di De Angelis e del Pd. Luca Di Stefano continua a tenere con se le truppe di Vacana, di Massimiliano Quadrini e di Gianluca Quadrini (che si era detto contrario all’ipotesi Mastrangeli in quanto non condivisa con l’intero centrodestra). Poco fa lo stesso Gianluca Quadrini che è il capogruppo alla provincia del Carroccio e di gran lunga l’esponente più votato ha dichiarato che se non si riuscisse a trovare l’unità sulle candidature in campo, su tutte quella di Riccardo Mastrangeli “occorrerà prendere in considerazione una figura in campo neutro o civico che sia garante o interprete della volontà di tutti. Per il bene della nostra amata Provincia, credo che questa sia l’unica soluzione giusta da prendere in seria considerazione”.


