Fratelli d’Italia sempre più lanciata verso un clamoroso exploit. Le regionali di febbraio potrebbero regalare un boom di consensi senza precedenti al partito di Giorgia Meloni. In provincia di Latina si punta addirittura a strappare 3 consiglieri per La Pisana. Proprio ieri nella sede provinciale c’è stata la presentazione dei candidati di Fratelli d’Italia.
“Siamo stati i primi a definire la lista dei candidati per la Regione Lazio. Una lista che non è il frutto di improvvisazione o di giochi di potere ma è la sintesi di un lungo percorso politico che ha visto coinvolti i nostri dirigenti e militanti”. Ha aperto così i lavori il Senatore Nicola Calandrini, coordinatore provinciale del partito, che ha presentato la lista insieme all’Onorevole Nicola Procaccini. “Noi – hanno sottolineato Calandrini e Procaccini – abbiamo voluto presentare una squadra di donne e uomini capaci, in grado di governare e cambiare il Lazio”. Un gruppo coeso e pronto, insieme a tutto il centrodestra, a sostenere il candidato presidente Francesco Rocca: “Come sapete il mio nome era tra quelli circolati per la candidatura a presidente – ha spiegato l’On. Procaccini – e tuttavia sono onorato che la scelta sia caduta su Francesco Rocca. L’unico italiano ad aver guidato la Croce Rossa a livello mondiale.
É l’uomo giusto per farci riprendere la Regione dopo 10 anni di non governo Zingaretti“. Sia Calandrini che Procaccini hanno sottolineato l’unità del partito: “Faremo nel Lazio – dichiarano – quello che stiamo facendo sotto la guida del Presidente Giorgia Meloni in Italia: essere coerenti, attuare politiche nell’interesse dei cittadini e rendere competitiva questa regione dopo anni di immobilismo, prendendo decisioni in campi chiave come i rifiuti, i trasporti e la sanità”.
Calandrini in particolare ha sottolineato che dopo le regionali si voterà per i Comuni principali della provincia. “Dobbiamo tornare a governare l’80-90% dei centri di questo territorio” ha ricordato il coordinatore provinciale di FdI. Un successo vistoso del partito, sarebbe un’ipoteca anche sulle scelte dei candidati sindaci. Lega e FI sono avvisati.
CORSA A SEI PER IL GOVERNATORE
A conti fatti sono state depositate al tribunale 19 liste, ora al vaglio della commissione per l’accettazione che si dovrà pronunciare entro le 12 di oggi. Per il centrosinistra sono 6 i simboli per Alessio D’Amato presidente. Il Pd, primo partito a depositare; poi la Civica. Nello schieramento dell’assessore presenti anche: Demos; Più Europa-Radicali e Volt; Verdi-Sinistra; il Psi e il Terzo Polo di Italia Viva-Azione. Per il terzo Polo, tra gli altri candidati, anche Gabriella Sisti, rinviata a giudizio con l’accusa di tentato attentato ai diritti politici di un cittadino e ricettazione. Tutte all’appello le liste del centrodestra a sostegno dell’ex presidente della Croce Rossa Francesco Rocca: Fratelli d’Italia; Forza Italia; Lega; i Moderati con Vittorio Sgarbi capolista. Tra i partiti presente anche lo scudo crociato dell’Udc e la civica per Rocca presidente. Depositate anche M5s e Polo progressista per Donatella Bianchi. Alla fine arrivano gli outsider: Rosa Rinaldi, appoggiata dalla lista Unione Popolare si De Magistris; il Partito Comunista italiano per la pontina Sonia Pecorilli.
All’ultimo minuto si è presentato un sesto candidato presidente per il Lazio. Al tribunale di Roma sono state infatti depositata due liste per Fabrizio Pignalberi, un personaggio di cui si sono già occupate alcune trasmissioni televisive. A sostenerlo, il Quarto Polo e Insieme per il Lazio. Entro le 12 di domani mattina il Tribunale dirà quali le liste ammesse. In caso di contestazioni i candidati avranno altre 24 ore per presentare eventuali ricorsi.
LEGGE ELETTORALE
Ben quaranta seggi saranno assegnati con il metodo proporzionale del quoziente corretto (cosiddetto quoziente Hagenbach-Bischoff), sulla base di liste concorrenti presentate a livello circoscrizionale, con recupero dei seggi e dei voti residui in sede di collegio unico regionale, secondo le modalità descritte della legge n. 108/1968.
I restanti dieci seggi, non assegnati con metodo proporzionale, saranno attribuiti, invece, sulla base delle candidature presentate nelle liste circoscrizionali ma seguendo le nuove regole che puntano a garantire un premio (di maggioranza e/o di minoranza) finalizzato a d agevolare la formazione di una stabile maggioranza e, al contempo, ad assicurare la rappresentanza delle minoranze. Il premio di maggioranza varia in funzione dei seggi che le liste circoscrizionali collegate al presidente della Regione proclamato eletto hanno già ottenuto con metodo proporzionale.
È previsto, infatti, che se il gruppo o i gruppi di liste collegati al candidato presidente eletto abbiano conseguito, in sede di riparto proporzionale, una percentuale di seggi inferiore al 60 per cento (30 seggi), il premio di maggioranza consiste nell’assegnare, tra i suddetti gruppi di liste, un numero di seggi necessario a raggiungere tale soglia.
