
Siamo all’ultima settimana di campagna elettorale dalle elezioni Regionali Lazio e il passo dal confronto pacato al battibecco quotidiano è stato breve. Questi giorni hanno visto un accendersi costante dello scontro tra i tre candidati Francesco Rocca per il centrodestra, Alessio D’Amato per il centrosinistra e Donatella Bianchi per Movimento 5 Stelle e Polo Progressista. Partiti da temi quasi identitari per ognuno di loro, sanità per i primi due e ambiente per la Bianchi, i tre hanno finito per scontrarsi più su vicende personali che su questioni di merito.
REGIONALI LAZIO, SANITA’ DA RIFORMARE
Il sistema sanitario rimane al centro della campagna elettorale, non solo per le biografie di D’Amato e Rocca, assessore regionale uscente alla sanità il primo, ex presidente della Croce Rossa il secondo, ma perchè entrambi ne hanno fatto la propria bandiera. D’Amato rimarca ad ogni occasione pubblica la volontà di creare una cittadella della Salute che includa Forlanini, lo Spallanzani e il San Camillo e preveda il trasferimento dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Un progetto per il quale, se dovesse vincere le regionali Lazio, ha già previsto spese e costi, come per ognuno dei dieci capitoli che compongono le cento pagine del suo programma elettorale. Dal trasporto pubblico gratuito per i giovani, under 25 e anziani over 70, alle 100 comunità energetiche rinnovabili. Dal reddito di formazione a ‘Lazio strade sicure’.
Costi che invece, secondo Rocca, non sono sostenibili. Soprattutto sulla sanità, dove lo sfidante di centrodestra ritiene prioritario puntare sull’abbattimento delle liste d’attesa prima di “favoleggiare su nuovi progetti”. “D’Amato parla di digitalizzazione, negli ospedali si usano ancora i fax”. ‘Pronti a risollevare il Lazio’ e’ il titolo che Rocca ha voluto dare al suo programma, che lui stesso definisce “dinamico e aperto”. Ridurre la pressione fiscale, interventi sulla sanita’ e rifiuti, con un focus sulla cultura e i poteri per Roma Capitale: queste le priorita’.
OSPEDALI DA REALIZZARE
Di fatto si va verso una stagione di investimenti che dovrà permettere di costruire una nuova sanità che guardi ai bisogni delle persone e dei territori. Nuovi ospedali, ma anche sanità del territorio e nuove tecnologie per una offerta di prossimità che permetterà alle persone di percepire un reale cambio di passo.
La tempistica per gli investimenti appare già piuttosto serrata. Adesso bisognerà correre per completare questi finanziamenti. In generale per il basso Lazio c’è la necessità di avere una sanità di territorio che sia più vicina ai bisogni delle persone. In particolare si va aprendo un nuovo capitolo per Latina, anche da un punto di vista della rete ospedaliera.
Basti pensare al nuovo Goretti di Latina e al nuovo ospedale del Golfo. Come è noto in relazione al nuovo ospedale del capoluogo pontino, sono stati previsti dalla Regione Lazio 240 milioni che andranno a completare i fondi stanziati per procedere alla realizzazione di un’opera fondamentale sia per il bacino d’utenza, sia per la presenza dell’Università e di un comparto chimico e della salute tra i più importanti d’Italia.
Grazie ai fondi del Pnrr la presenza di presidi sanitari sul territorio si moltiplicherà. Infatti, con le Case e gli Ospedali di Comunità sarà più immediata la risposta ai bisogni di cura espressi dal territorio. Inoltre, l’ampliamento e l’ammodernamento del parco tecnologico si renderà essenziale per elevare la qualità delle cure negli ospedali, permettendo anche di aumentare il numero di esami che possono essere effettuati.
C’è quindi l’urgenza di creare un imponente piano di edilizia sanitaria che dovrà contribuire a rendere le strutture sanitarie più belle e più sicure. Quella che si va delineando è una completa riorganizzazione delle strutture sanitarie intermedie e delle reti territoriali in una logica di prossimità, multidisciplinarità e multiprofessionalità. Con il Pnrr e gli altri fondi regionali si completerà la nuova rete territoriale del pontino, per dare vita a una sempre più forte ed efficace integrazione tra la rete ospedaliera aziendale e quella territoriale, attraverso la presenza di strutture intermedie e tecnologie avanzate in grado di rispondere ad ogni esigenza di cura. Sulla capacità di concretizzare l’occasione storica si giocheranno i rapporti fra il territorio e la prossima amministrazione regionale Lazio.

