Spagna, un trionfo dal dischetto. L’Italia si consola con un terzo posto a suon di gol

All’ultima domenica di calcio giocato si chiedevano i verdetti mancanti della stagione 2022/23.
Il grande palcoscenico della Nations League ha tributato l’applauso alla Spagna, vittoriosa ai calci di rigore sulla Croazia. Quello meno vistoso della finale di C ha premiato il Lecco, tornato nel campionato cadetto 50 anni dopo.
In Olanda, il prologo del primo pomeriggio aveva visto impegnati l’undici di casa e quello azzurro, notevolmente rivisitato per l’occasione dal coach Mancini.
L’Italia sperimentale ha dato un altro dispiacere agli orange e ai tanti tifosi che gremivano gli spalti.
Stavolta infatti la Mancini band non si è spenta dopo 45’, come era accaduto contro la Spagna in semifinale.
L’Italia alternativa ha avuto più fame, più voglia e anche più fortuna perché stavolta il raddoppio di Frattesi è stato convalidato, dopo un check che ha tenuto tutti con il fiato sospeso.
A sbloccare il match ci aveva pensato Dimarco, terzino con il vizio del gol. E quando il centrocampista più conteso della campagna acquisti in atto ha raddoppiato, si è capito che stavolta la vittoria sarebbe molto probabilmente arrivata.
La scoppiettante ripresa ha regalato il momentaneo 1/2 olandese, il terzo gol azzurro a firma di Chiesa, tornato prepotente nelle accelerazioni sulla corsia, e l’inutile, ma esteticamente pregevole, 2/3 di Wijnaldum.

TITOLO ALLA SPAGNA PER LA SECONDA VOLTA

Ancora un terzo posto per l’Italia nella più giovane manifestazione continentale per rappresentative nazionali. Non è quel che volevamo, ma un bicchiere mezzo pieno c’è.
Nella finale per il titolo, niente gol per 120 minuti, perché il talento di Croazia e Spagna stavolta ha sparato a salve.
E alla lotteria dei rigori, non è uscito il numero di Livakovic, il portiere croato che ha fama di grande specialista, ma nella circostanza non ha parato un solo tiro. Gli spagnoli avevano vanificato il match ball colpendo la traversa con Laporte, dopo la parata di Unai Simon su Maier.
Al sesto tiro però, il portiere iberico si è ripetuto su Petkovic e stavolta Carvajal non ha dato scampo ai croati.
È il secondo successo in tre edizioni per le “furie rosse”.

IL LECCO TORNA IN SERIE B

Tornando agli italici confini, fa festa il Lecco, tornato in B dopo 50 anni a spese del Foggia.
Copione identico nelle due gare di finale: pugliesi sempre in vantaggio e lombardi capaci di rimontare, dopo aver evitato il raddoppio.
Forse chi l’ha scritto non ha avuto troppa fantasia, ma in Lombardia se ne faranno volentieri una ragione, perché il loro trionfo è già storia.
Impossibile non tornare con la mente al Lecco del gringo Sergio Clerici, che conobbe non solo la B ma persino due stagioni in massima serie.
I ragazzi di Luciano Foschi hanno compiuto un’impresa che nessuno degli addetti ai lavori riteneva probabile. Dal terzo posto della regular season al successo finale, tanti ostacoli superati con tenacia, voglia e quel pizzico d’imprevedibilità che nel calcio fa spesso la differenza.
Per Foschi è la terza promozione in carriera, per certo la più significativa.
Il Foggia esce deluso, ma consapevole di poterci riprovare nella prossima stagione.