Una crono strabiliante. Il danese della Jumbo Visma Jonas Vingegaard, maglia gialla all’ultimo Tour, ha posto le premesse per un bis parigino, demolendo la concorrenza nella prova tic-tac.
Il grande sconfitto è paradossalmente il secondo di tappa e della generale, lo sloveno Tadej Pogacar, giovane fenomeno non solo delle corse tre settimane, ma anche delle classiche in linea.
Il distacco di 1’38” su poco più di 22 km di percorso desta davvero stupore. E Van Aert, uno che contro il tempo ha scritto pagine memorabili, ha accusato quasi tre minuti.
Per avere idea dell’eccezionalità della prova del campione danese basti pensare che Ciccone, impegnatosi a fondo solo nei pochi Km valevoli per il GPM di giornata (l’italiano è il detentore della maglia a pois di miglior scalatore), in quel breve tratto di impegno feroce ha fatto meglio di soli 3 secondi.
Un corridore di 60 kg che in 22 chilometri dà distacchi da tappa dolomitica a tutti suscita ammirazione ma inevitabilmente innesca anche l’esercito del dubbio.
Tra i commenti degli addetti ai lavori, scottati da alcuni cattivi esempi del passato, qualcuno aggiunge ai complimenti sperticati anche qualche punto di domanda.
SOSPETTI, UNA SCOMODA EREDITÀ
L’omino barbuto di “Totò al Giro d’Italia” aveva venduto l’anima, qualche ciclista vero molti anni dopo vendette la dignità e rischiò sulla propria pelle. Quelle prove eccezionali o quei Tour vinti in serie e apparentemente senza sforzo hanno instaurato e legittimato la politica del sospetto. L’ardua eredità di Pollentier, Ulrich, Armstrong e Landis porta ora chiunque compia una grande impresa a dover passare attraverso il filtro selettore di una maliziosa incredulità.
Vingegaard viene controllato quotidianamente e le sue vittorie risultano frutto di una forma eccezionale e di un talento senza pari. Finché sarà così, sarà giusto parlare di lui come uno dei più grandi interpreti di ogni epoca dei Grandi Giri.
Tadej, sloveno predestinato e già vincitore a Parigi nel 2021, proprio davanti a Vingegaard, non ha alcuna intenzione di arrendersi e darà battaglia nelle prossime tappe per cercare uno storico sorpasso.
Gli altri sono in una dimensione diversa, visto che il terzo della clsssifica accusa un ritardo di circa 9 minuti.
Due giganti e una corte più stupita che fedele, pronti per affrontare le ultime cinque fatiche. Però, quale che sia l’esito finale, quella di Combloux sarà una crono che farà storia.
