Se le gare estive hanno una valenza, il Frosinone può già aprirsi al primo sorriso.
Di Francesco, dopo che i suoi prodi hanno sfidato la fatica, un sole impietoso, i dubbi e le volenterose formazioni allenatrici, voleva saperne di più.
E con lui il popolo canarino, che come tutti gli agglomerati calciodimensionati ha una sensibilità speciale nel valutare le fatiche prodromiche, quasi fossero le tavole del monte Sinai.
Guai a scalfire una certezza di luglio, perché la fede su cui poggia il tifo ha dogmi in pantaloncini e abiurare a 40 gradi è gesto plateale e riprovevole.
Così, mentre il tecnico pescarese valutava se e in che misura i suoi avessero assorbito insegnamenti e fatica, tifosi e addetti ai lavori sfogliavano la più classica delle margherite di calcistica estrazione: “È buono, non è buono” – oscillante a ogni contrasto, a ogni dribbling tentato, a ogni corsa sul prato dello Stirpe.
Alla fine, al di là dell’1/1 consegnato ai tremuli archivi del calcio sotto il sole vero, le sensazioni sono state eccellenti.
Il Frosinone ha messo in serio imbarazzo la più collaudata Salernitana, che somigliando in toto a quella dello scorso anno ha meno dubbi da sciogliere e solo qualche casella da riempire.
UNA PRIMA CONFORTANTE
Manovriero e arrembante il Frosinone work in progress, capace di portare insidie continue alla porta campana.
Cuni si è dannato l’anima nel pressing alto, Oyono è stato arrembante come un pirata e Caso, finalmente tornato dopo gli acciacchetti di stagione, ha fatto dannare la retroguardia granata.
Ci ha provato più volte il Frosinone, con Romagnoli, l’ultimo arrivato in casa giallazzurra, che è andato anche a cercar gloria dalle parti di Allocca, ma gli sforzi dei primi 45’ non hanno avuto riflessi sul tabellino.
Di Francesco per questa prima partita con avversario vero, ha impiegato davanti a Turati una difesa a quattro con Oyono a destra, Romagnoli e Monterisi centrali, Marchizza a sinistra; centrocampo con Mazzitelli play più Brescianini e Harroui; davanti ai lati di Cuni Baez e il già citato Caso.
Avvicendamenti nella ripresa, con Garritano per Caso al rientro e poi al quarto d’ora dentro Gelli, Kevarnadze e Borrelli.
La musica non è cambiata e la squadra di casa ha mantenuto in prevalenza l’iniziativa, fino a cogliere il premio con Gelli, in un’azione avviata addirittura dal portiere Turati, che ha piedi buoni e inventiva da calciatore di movimento.
Al morire della gara è giunto il pari di Valencia, che poco o nulla toglie alle belle risposte che il Frosinone ha saputo fornire.
A fine gara, mister Di Francesco si è detto molto contento di come i suoi abbiano interpretato la partita ed altrettanto fiducioso nel lavoro della società, che ha un mese di tempo per inserire in organico cinque o sei pedine, che possano consentire di avere una doppia soluzione per ogni ruolo.
Sfumati in via definitiva Kone e Fabbian, approdati rispettivamente al Como e all’Udinese, i rumors parlano di un interesse del club per Nicolussi Caviglia, centrocampista della Juventus che lo scorso anno giocò la prima parte di stagione al Sudtirol e la seconda alla Salernitana, mettendo in evidenza qualità non comuni. In settimana una o due pedine dovranno necessariamente aggiungersi, perché il tempo c’è, ma comincia a non esser molto.
