Un Frosinone sontuoso, straordinariamente determinato e con le idee chiarissime ha conquistato i primi tre punti del suo campionato a spese dell’Atalanta.
Un risultato sbalorditivo ma giusto per quel che si è visto nei 102 minuti dello Stirpe (5 e 7 i minuti aggiuntivi).
LA CRONACA
L’atteggiamento del Frosinone è chiaro fin dall’avvio: pressing alto e si parte in verticale come se ci fosse da tagliare il traguardo della Milano-Sanremo.
L’Atalanta è disorientata, perché a queste latitudini di solito ha sempre raccolto senza troppo patire. E allora quando Harroui ruba palla a Lookman, nessuno dei bergamaschi si preoccupa di andare a chiuderlo e lui controlla e calcia in modo chirurgico, segnando il primo gol del Frosinone all’Atalanta e bissando la rete dell’esordio al Napoli.
La pacifica rivoluzione dei giallazzurri prosegue, illustrata da un pressing furibondo e il primo acuto dei bergamaschi è a firma di Zapata, uno che di rivoluzioni se ne intende: alto il suo tiro potente dal limite dell’area.
Ci prova poi Zappacosta, il solo ciociaro in campo, ma in maglia bergamasca: in equilibrio precario, la sua conclusione non centra i pali della porta frusinate.
Il Frosinone non si lascia intimidire e torna a ruggire dalle parti di Musso, raccogliendo il frutto di una buona volontà elevata a sistema con Monterisi, bravissimo a trovare una soluzione acrobatica per collocare la sfera nell’angolino basso della porta bergamasca.
Il doppio vantaggio regala certezze alla squadra canarina che tiene meravigliosamente botta ogni qualvolta l’Atalanta prova a farsi minacciosa. Monterisi e Romagnoli sono pronti a intercettare anche i pensieri, Oyono strappa palloni e riparte, e il mal di denti stavolta viene all’Atalanta.
Baez da fuori va persino a caccia del tris, ma dopo i cinque aggiuntivi si va al riposo col Frosinone avanti di due gol.
IL SECONDO TEMPO
Gasperini ridisegna l’assetto dei nerazzurri, inserendo tra gli altri De Ketelaere, l’eroe di Reggio Emilia. È proprio il belga a spingere con particolare foga e a creare qualche imbarazzo a un Frosinone che ha comprensibilmente qualche difficoltà a replicare i ritmi forsennati della prima frazione.
Ed è Duvan Zapata, cui lo Stirpe evidentemente porta fortuna, che in odore di sostituzione, trova un acuto, difendendo palla e girandola alle spalle di un sorpreso Cerofolini.
Il Frosinone opera il primo cambio, con Garritano che rileva Baez e si rende protagonista di due conclusioni a giro: non male la prima, decisamente sciagurata la seconda, su assist di Cheddira.
È Scalvini a spaventare i giallazzurri con un tiro dal cuore dell’area di rigore, ma Cerofolini fa buona guardia.
Il Frosinone non si limita a difendere, ma prova sempre a ripartire e su un’azione d’angolo al 78’ Brescianini, da poco entrato in campo, trova Harroui a frenarne involontariamente la maliziosa fiondata.
L’artiglieria pesante dei nerazzurri prova a far male su azione d’angolo, ma il perentorio stacco di Scamacca non è assistito da sufficiente precisione quando mancano cinque giri di lancette, più il recupero.
Sono 7 i minuti aggiuntivi , annunciati proprio mentre Cerofolini blocca un insidioso pallonetto di Kolasinac.
La Dea ci prova, il Frosinone tiene e, in un ribollire di gioia e sorrisi, completa il suo capolavoro.
