Lirola, Kaio Jorge e Soulè: tre moschettieri per il Frosinone dei sogni

L’attesa è finita. Ora sono i giorni delle firme, e dopo le firme arrivano i buoni propositi, shakerati in pillole di domande estive. Quando gli interlocutori son giovani le domande sarebbero tante, perché a 20 anni ogni momento è una scoperta e ogni giorno è un giorno nuovo. 
Si parla di calcio e del calcio si calca il massimo palcoscenico, quella serie A che una volta ci raccontava la radiolina, ma solo dal primo minuto del secondo tempo. E poi attendevamo novantesimo minuto per carpire le prime immagini, con Paolo Valenti e Maurizio Baredson cantori di un universo di gloria fatto di dribbling e rovesciate. E sembrava che il mondo fosse tutto lì, riassunto dall’urlo di un gol e dalle tredici partite della schedina totocalcio.
Mentre accadeva tutto questo Kaio Jorge, Lirola e Soulè erano ancora nel mondo delle idee, in quel mare magnum di ciò che sarebbe stato, per un concatenarsi di emozioni, parole e vicende agrodolci.
Ora che del calcio viviamo in diretta Tv ogni istante, ogni sfaccettatura, i tempi di Martellini e Paolo Valenti sembrano preistoria. Eppure la magia è la stessa, indossa solo un vestito nuovo.
Due attaccanti di enorme talento provenienti dalla Juventus e un arrembante terzino che dalla Juve prese le mosse prima di vestire le maglie di Sassuolo, Fiorentina, Marsiglia ed Elche, raccontano a taccuini e telecamere le speranze e i propositi di una stagione in cui vogliono fortemente essere protagonisti con la maglia del Frosinone.
Paul Lirola torna in un campionato che già conosce bene e nel cui contesto ha saputo incidere in modo importante.

“Dopo la mia esperienza in Francia ero fermamente intenzionato a tornare in Italia ed ho colto questa opportunità con gioia. Conosco il direttore Angelozzi e mister Di Francesco e ho visto la partita con l’Atalanta, ricavandone un’eccellente impressione. Possiamo far bene e personalmente vorrei confermare le mie caratteristiche migliori, mettendole al servizio della squadra. Spingere sulla fascia è la mia attitudine naturale. Ho grande voglia di far bene e sono pronto.

La serie A? Sarà come sempre un campionato altamente qualitativo, ma credo che potremo prenderci le nostre soddisfazioni”.
Kaio Jorge ha voglia di campo e di gol, dopo un’inattività forzata. 
“In quei momenti è normale che possano subentrare dei dubbi, ma ora è tutto alle spalle ed ho la possibilità di dimostrare quel che valgo. Sono qui per conquistarmi spazio e per mettere tutto me stesso in questa sfida. In Brasile il calcio è più tecnico, qui l’aspetto atletico è più importante, ma ora sono pronto per far molto bene anche in questo contesto. Dopo l’amichevole nella quale ho segnato tre gol, ho parlato con il direttore Angelozzi ed ho subito sposato questo progetto. Da Frosinone voglio ripartire per mostrare a tutti quel che so fare”.

Matias Soulè è un mancino che carezza il pallone come pochi. Gli fanno notare analogie con Pastore e lui trova il paragone plausibile.
“L’idolo però è Messi, come è normale che sia per un argentino. La proposta del Frosinone mi è giunta da un bel po’, ci ho pensato ed in cuor mio già da qualche giorno avevo preso la decisione. Vengo per giocare e per aiutare questa squadra a centrare il traguardo della salvezza”.  

Sia lui che Kaio hanno chiesto a “Gattone” (così chiamano affettuosamente Federico Gatti) e lui gli ha detto di accettare, perché Frosinone non è una metropoli e lo Stirpe non è il Maracanà, ma la passione è identica, genuina, debordante. 

La scaramanzia? Guai se non ci fosse. Tutti e tre entrano in campo col primo passo scandito da un piede ben preciso e tutti hanno dei piccoli rituali da rispettare. Lirola estende le “piccole formule” anche al cibo, perché non è vero ma ci credo nello sport impera.
A Lirola se non fosse stato calciatore sarebbe piaciuto essere un campione di tennis, a Soulè piace anche il padel, mentre Kaio Jorge ha una passione per i cavalli. 
Tre ragazzi dal viso pulito, solari, pieni di buona volontà. Proveranno a scrivere una storia bella. Perché oggi, più che mai, di storie belle e di sorrisi abbiamo tutti bisogno. Uno spagnolo, un argentino e un brasiliano pronti a marciare insieme per regalar gloria al team giallazzurro. Se fosse un romanzo avrebbe per titolo “Tre moschettieri per il leone”.