Bocciate nel preolimpico, quando sembrava che il traguardo fosse lì, a pochi centimetri, le ragazze dell’Italvolley, solo un anno fa campionesse d’Europa, dovranno ora difendere la posizione nel ranking per andare a Parigi.
I rigori della matematica pongono in fondo un’interrogativa retorica. L’Italia nel ranking Fipav è quinta, ma tutte le squadre che la precedono hanno già il visto. Ne deriva che il biglietto per la capitale francese è già in tasca, a meno di disastri oggettivamente imprevedibili nella prossima Nations League.
Il quarto posto dell’Europeo e la mancata qualificazione in un girone preolimpico tutt’altro che proibitivo hanno però generato il malcontento della Federazione.
La nota diffusa ieri dal presidente Manfredi parla di un “bilancio negativo” e postula quale conseguenza quella di “trovare in tempi brevi la soluzione migliore”.
Di fatto, Davide Mazzanti è stato deposto, ma l’ufficialità arriverà soltanto quando verrà individuato il nome del sostituto.
VELASCO POSSIBILE EREDE
È palese che a Mazzanti si rimproveri non solo il risultato, in ogni caso negativo, ma anche le modalità attraverso il quale è arrivato.
Di fatto, la squadra che ha perso 3/1 con le padrone di casa della Polonia la gara da dentro o fuori, era una pallida copia di quella che l’Italia avrebbe potuto schierare grazie al potenziale reale.
Fuori Paola Egonu, opposto tra i migliori del mondo, fuori Di Gennaro, il libero più forte del mondo, e a casa anche Chirichella e Bosetti, giocatrici di grande affidabilità in posto 3 e in posto 4, la cui mancata convocazione non può avere motivazioni tecniche plausibili. A completare… la frittata, l’infortunio di Orro nella semifinale dell’Europeo, che ha privato Mazzanti anche della palleggiatrice titolare.
Così, con le seconde linee, abbiamo compiuto un percorso netto fin quando non è arrivato il confronto con gli USA e poi, battuta la modesta Germania, siamo scivolati sulla buccia di banana Polonia, un un match in cui siamo arrivati vicinissimi a vincere sia il secondo che il terzo set, dopo aver vinto il primo.
La spaccatura tra Mazzanti e le giocatrici che hanno scritto la gloriosa storia recente della squadra azzurra è insanabile.
Pensare di andare a Parigi con una sorta di Italia2 non è concepibile.
Per questo si provvederà a trovare una nuova guida, sebbene i più autorevoli tecnici, leggi Guidetti e Santarelli, siano già accasati presso altre nazioni di punta del movimento femminile.
Inoltre la federazione italiana, a differenza di altre, non consente il doppio tesseramento club-nazionale. Questo obbligherebbe gli attuali tecnici impegnati con i club ad una scelta radicale.
L’ipotesi che sembra al momento la più accreditata porta a un nome storico, quello di Julio Velasco, il condottiero dell’Italia più forte di sempre, quella dei fenomeni. Il coach argentino potrebbe sciogliere il legame con Busto Arsizio e dedicarsi in esclusiva alle ragazze per cercar gloria in quella che sarebbe la sua quarta Olimpiade alla guida di una squadra azzurra.
Si parla anche di Massimo Barbolini e di Lollo Bernardi, ma al momento i rumors vanno soprattutto nella direzione del 71enne tecnico argentino.
Certamente la nazionale a 5 cerchi dovrà avere il buonsenso di annoverare tra le proprie fila tutte le giocatrici migliori del nostro movimento. Se così sarà, nessun traguardo potrà dirsi precluso in partenza, perché il potenziale delle azzurre è davvero straordinario.
