Missione compiuta per Jannik Sinner, che ha esordito nelle Finals battendo come da pronostico Stefanos Tsitsipas, presentatosi a questo confronto forte di un 5/2 negli scontri diretti.
La vigilia del greco era stata tribolata, per via di un problema alla spalla che ne aveva messo addirittura in dubbio la presenza.
Hubert Hurkacz per ora può però continuare a guardarsi le partite, perché Tsitsipas sembra in grado di proseguire il torneo torinese.
La partita inaugurale ha presentato un conto elevato quanto a tensione più al nostro rappresentante che non a Tsitsipas, alla sua quinta partecipazione di fila e già vittorioso nel 2019.
Rompere il ghiaccio, davanti al pubblico amico, non è mai agevole, nemmeno per chi con le nevi ed il ghiaccio ha una certa dimestichezza.
Il ragazzo di San Candido è però cresciuto in modo esponenziale anche nel modo di gestire la tensione e così, dopo un paio di game in risposta non all’altezza delle proprie possibilità, ha brekkato il rivale già al quinto gioco, filando liscio fino al 6/4, in virtù di turni di sevizio giocati con la massima concentrazione.
Addirittura più precoce il break del secondo parziale, colto in apertura. E anche in questo caso la difesa della battuta è stata agevole, tanto che a fine match il tennista greco non ha potuto contare su una sola possibilità di controbreak.
Jannik ha giocato con la consueta solidità da fondo, giovandosi di una diagonale del rovescio palesemente favorevole. Eccellenti le percentuali al servizio, poche ma proficue le discese a rete, ignorate le palle corte. In sostanza Sinner ha eseguito correttamente il compito, di media difficoltà nonostante l’impegno di Tsitsipas, ed ora dovrà alzare notevolmente l’asticella nella sfida che martedì sera lo vedrà opposto a Djokovic.
RUNE SUPERIORE ALLE PREVISIONI
Il serbo ha dovuto sudare sette camicie e anche rompere un paio di racchette, prima di poter esultare per l’ennesimo esordio vincente alle Finals.
Tre ore di gioco spaventerebbero qualsiasi altro 36enne che non fosse Nole. Lui nelle maratone si esalta e dalla lotta trae linfa vitale per esprimere le potenzialità che ne hanno fatto il tennista più vincente di ogni epoca. Dopo un primo set vinto al tiebreak e giocato da entrambi su elevati livelli di gioco, Nole pensava che la resistenza del giovane danese potesse affievolirsi, ma al contrario Holger è rientrato in campo con convinzione raddoppiata.
Ne è venuto fuori un parziale godibile dal punto di vista tecnico ed emozionale, risoltosi al tiebreak in favore del danese.
Il terzo set ha visto Djokovic in fuga, raggiunto e poi di nuovo capace di distanziare l’avversario in via definitiva, ma quanta fatica contro un Rune sorprendente e bravo in risposta come da tempo non accadeva.
Martedì Rune/Tsitsipas al pomeriggio e Sinner-Djokovic in serata per saperne di più.
Intanto oggi si aprono le danze nell’altro girone, con le sfide Zverev- Alcaraz e poi il derby russo Medvedev-Rublev.

