Sperando non si riveli indigesta, l’Italia proverà stasera all’Olimpico a mangiarsi finalmente la Macedonia del Nord, da qualche anno ostica a dispetto di un potenziale tecnico non esagerato.
Elmas e compagni fermarono sull’1-1 la nazionale guidata da Ventura, prima dello sciagurato playoff con la Svezia e poi, più di recente, furono gli artefici dello “schiaffo di Palermo”, con quello 0/1 a firma di Traikowski che ci costò l’eliminazione per il secondo mondiale di fila.
I tre punti in palio questa sera consentirebbero agli azzurri di Spalletti di giocare la gara decisiva, quella in Ucraina, con due risultati utili su tre.
In caso di pareggio o di sconfitta stasera, per andare alla fase finale degli Europei a difendere il suo titolo, l’Italia dovrebbe poi vincere in Ucraina.
Ricordiamo che se gli azzurri non dovessero riuscire a chiudere al secondo posto il girone, avrebbero poi un’ulteriore possibilità con gli spareggi, quelli sì garantiti per via del ranking acquisito.
IPOTESI DI FORMAZIONE
Per questo match contro la Macedonia, il citì Luciano Spalletti schiererà davanti a Donnarumma due terzini nerazzurri, Darmian e Dimarco, mentre al centro, con Acerbi, l’ex giallazzurro Gatti parte favorito su Buongiorno.
Centrocampo con il “ripescato” Jorginho accanto a Barella e Bonaventura, mentre in attacco con Berardi e Chiesa larghi, il più probabile riferimento centrale è Raspadori, sebbene su questa scelta non ci sia certezza assoluta.
Il ricordo del match di andata impone cautela, quelli delle altre gare più o meno recenti sopra menzionati, suscitano addirittura una lieve inquietudine.
Al di là della cabala, dei corsi e ricorsi e di altri elementi legati a fattori extratecnici, la Macedonia del Nord, come ormai tutte le squadre di seconda fascia continentale, è una formazione organizzata e tatticamente smaliziata, perciò capace in teoria d’imbrigliare gli azzurri.
Ci vorrà pazienza e si dovrà tradurre il tasso tecnico superiore in giocate fantasiose, che mettano in imbarazzo la ordinata, ma un po’ compassata, retroguardia macedone.
Berardi e Chiesa possono essere la chiave utile ad aprire la porta della gloria, ma anche vincendo ci sarà poi da affrontare la gara in Ucraina col coltello fra i denti.
Centottanta minuti da vivere con il fiato sospeso. Per i campioni d’Europa è un copione inusuale, ma far buon viso a cattivo gioco è indispensabile. Umiltà e pazienza le due parole d’ordine di questa cinque giorni continentale.
