L’Italia avanza in Davis con super Sinner, che vince il singolo e poi anche il doppio in coppia con Sonego

Italia in semifinale, ma quanto pathos prima di tagliare il traguardo. Un po’ tutti avevano ipotizzato che per scavalcare l’ostacolo Olanda gli azzurri avrebbero avuto bisogno di un en-plein nei singolari. Faceva paura l’esperienza del “doppista puro” Koolhof, che gli Orange sembravano intenzionati a schierare con l’attempato ma anch’egli specialista del doppio Rojer.

Invece è stata proprio la terza partita a regalare all’Italia il punto decisivo del quarto di finale, perché nel primo match di giornata, disputatosi dalle 10 del mattino e durato tre ore, il serafico Van de Zandshulp è riuscito a prevalere su Matteo Arnaldi, dopo avergli cancellato ben tre palle match.

L’inizio in salita sembrava preludere ad una giornata avara di gloria per i colori azzurri ma così non è stato, perché sul match è piombata, in tutta la sua portata demolitrice, la valanga Jannik Sinner.

Il numero 4 del mondo ha iniziato con una certa cautela, ma poi ha travolto il suo avversario di singolare, che non era proprio uno sprovveduto, e poi ha dato un contributo essenziale al doppio.

Ma andiamo con ordine perché l’eroe sfortunato di questa giornata si chiama Matteo Arnaldi. Il sanremese ha fatto il possibile per vincere il proprio match contro Botic Van de Zandshulp, un giocatore forse un po’ sottovalutato: sobrio, perfino silenzioso, ma capace di buone giocate da fondo campo e molto bravo nei fondamentali del servizio e della volée. 

Matteo Arnaldi ha prevalso al tiebreak, con merito, al termine di una primo parziale in cui era stato il solo ad avere l’opportunità del break. La affannosa e premiata rincorsa del tredicesimo gioco ha però presentato il conto al ragazzo ligure sotto forma di un prolungato blackout nella seconda fase del secondo set. 

Al terzo, quando sembrava che il nostro fosse vittima di una rottura prolungata, ecco l’orgoglio e la forza di spirito, ritrovati di colpo, e un 1-3 0-30 che si trasforma in un 4-3. Si va al tiebreak e Arnaldi si porta sul 6-4, con due match ball a disposizione. Getta via il primo per eccesso di prudenza ed il secondo per una improvvida e non riuscita palla corta; poi ritrova coraggio e si porta 7/6 con un dritto funambolico. Da quel momento però tre punti di fila dell’orange consegnano agli archivi della Davis l’1/0 per l’Olanda.

E poi? Poi arriva Jannik Sinner, che ha già resettato la sconfitta in finale di Torino ed ha voglia di dimostrare che nulla è perduto. Nel primo set Tallon Griekspsor tiene botta fino al 6 pari, ma nel tiebreak la classe di Jannik fa tutta la differenza del mondo e allora Tallon si rassegna a un destino scritto e viene investito dalla valanga Sinner: 6/1, equilibrio del match ripristinato.

A decidere sarà il confronto di doppio: Volandri schiera Sinner e Sonego e il fattore S risulta indigesto a Koolhof e Griekspor, preferito in extremis a Rojer.

La partita si chiude in due set: 6/3 6/4 per la coppia azzurra, con Jannik perfetto al servizio e da fondo ma tutt’altro che disarmato nei pressi della rete. E Sonny? Il solito guerriero, capace di venir fuori nei momenti determinanti e di dare un contributo sostanziale a un successo in qualche modo sorprendente. La semifinale c’è, vedremo contro chi e con quali interpreti, ma il traguardo ora è un po’ più vicino.