Di Francesco, pensieri e parole a due giorni dalla sfida casalinga contro il Genoa di Gilardino

Mancano due giorni al match casalingo con il Genoa e mister Di Francesco, con la consueta disponibilità, si sottopone al fuoco di fila delle domande. C’è tanta curiosità, dopo la sosta che ha regalato all’Italia la qualificazione per l’Europeo 2024.

Anzitutto la conta dei disponibili, che per fortuna sono quasi tutti i componenti della rosa. Capitan Mazzitelli sta continuando la corsa contro il tempo, ma sembra molto improbabile che riesca a strappare la convocazione, Harroui sta procedendo a grandi passi verso il rientro, ma nemmeno lui sarà tra i convocati per il match contro il grifone, al pari di Kalaj, che è il più indietro nella strada verso il completo recupero. 

Tra gli abili e idonei c’è anche Francesco Gelli, ma Di Francesco non scioglie il dubbio sulla sua titolarità: “Non è detto che sia lui il prescelto e nemmeno è così probabile che io giochi con il centrocampo a due davanti alla difesa. Gelli è bravo a legare il gioco, lo faceva già con Grosso, ma io deciderò tra le varie opzioni perché anche Brescianini e Bourabia possono ambire a sostituire Mazzitelli”.

Le scelte non dipenderanno dall’assetto con il quale il Genoa si schiererà allo Stirpe, perché questo significherebbe “scegliere dieci minuti prima del match”, e non sarebbe una cosa saggia.

Kaio Jorge, giocatore in crescita, resta al momento una delle opzioni quale punta centrale, in alternativa a Cuni o Cheddira, sebbene le sue caratteristiche possano anche portare a proporlo quale seconda punta: “A me non piace giocare con due punte di ruolo dal 1’, magari a gara in corso può accadere”.

La prima pagina di As ha proposto Reiner in maglia giallazzurra ai propri lettori e il tecnico abruzzese non nasconde la propria soddisfazione: “E’ una cosa di cui andare orgogliosi e credo che il ragazzo meriti queste attenzioni. L’importante per lui sarà considerare questi primi risultati raggiunti solo un punto di partenza, perché i suoi margini di miglioramento sono ancora molto consistenti”.

Si parla anche di numeri, di statistiche, di classifiche di merito e gli si fa notare che il Frosinone prende più pali di tutti, non segna da fuori area e  che dopo le soste gli è capitato sia con il Sassuolo che con il Bologna di partire con un doppio handicap, con risultati finali però ben differenti.

“Il fatto di prendere troppi pali sottende anche una nota positiva, perché significa che ci rendiamo estremamente pericolosi, andando vicinissimi al gol un buon numero di volte. I miei giocatori per caratteristiche non sono dei grandissimi tiratori da fuori, pertanto li invito a non cercare quel tiro che il maestro Zeman definiva liberatorio. Calciare da 25-30 metri senza avere determinate caratteristiche significa restituire il pallone all’avversario, e questo non è certo tra gli intenti di una squadra che gestisce il possesso palla. Anch’io quando giocavo non amavo la soluzione da fuori, perché non rientrava tra le mie caratteristiche, preferivo cercare il gol avvicinandomi alla porta.

Gli inizi ad handicap dopo le soste ritengo siano assolutamente casuali. Partire forte potrebbe significare finire con le energie in riserva, viceversa partire troppo cauti potrebbe rivelarsi un errore di valutazione. Ritengo perciò che ci voglia sempre equilibrio nella gestione delle risorse”.

In merito alla nazionale qualificata, Eusebio Di Francesco esprime ottimismo: “Mi sono congratulato con Spalletti per il risultato e soprattutto per il modo con il quale lo ha conquistato, attraverso un gioco propositivo che sarà utile e importante ribadire anche nella fase finale dell’Europeo”.

Considerazione finale sulle donne e su come il pianeta calcio possa aiutarle ad uscire da certi schemi e certi stereotipi.

“Il calcio non è più prerogativa degli uomini, perché tante donne svolgono ruoli anche importanti all’interno dei club e inoltre il calcio femminile si sta ritagliando un posto importante e una vetrina sempre più ampia. Ci vuole ancora del tempo, ma certamente il calcio può aiutare a diffondere un messaggio che porti a cancellare un certo tipo di mentalità e le sue terribili esasperazioni”.

E adesso, testa al Genoa e caccia al quinto successo casalingo della stagione.