Frosinone, Di Francesco non si pone limiti: “A San Siro per provare a vincere”

Di nuovo a San Siro, stavolta contro i rossoneri. La “Scala del calcio” è di nuovo pronta ad accogliere il Frosinone di mister Di Francesco, dopo il match con l’Inter, nel quale i giallazzurri hanno giocato a testa alta senza però trovare l’urlo del gol, né punti per la classifica. L’impegno casalingo con il Genoa ha però rimesso le cose a posto, e i 18 punti in classifica sono motivo di legittimo orgoglio. Orgoglio sì, appagamento no. Anzi, c’è un dato statistico non proprio appagante che va modificato in meglio al più presto: 2 punti in sei gare non esprimono quel che il Frosinone ha fatto, almeno sul piano del gioco, lontano dallo Stirpe. Ne è convinto anche mister Di Francesco: “Nella gara di Cagliari siamo stati arbitri del nostro destino e non è stato un destino favorevole, dovevamo e potevamo gestire meglio quell’ampio vantaggio. In altre gare siamo stati forse anche un pizzico sfortunati, sta di fatto che è da Salerno che non facciamo punti esterni e questa cosa non va bene. Dobbiamo reagire e riuscire a mettere anche nelle gare esterne quella sicurezza che riusciamo ad esibire in casa”.
Un piccolo passo indietro, torniamo a quella corsa sfrenata e felice dopo il gol di Monterisi. Ormai con la curva è un amore ricambiato?
“Mi piace il modo di incitarci della nostra curva: incessante, continuo, instancabile e senza mai un mugugno. Meritano tutto il nostro impegno, mi è venuto spontaneo correre da loro, perché ero convinto che avremmo potuto vincere la gara ed esserci riusciti all’ultimo assalto è stato davvero bello”.
Due squadre con tante assenze in difesa. Un motivo in più per provare a vincere sfruttando le lacune dell’avversaria?
“Non è per questa contingenza che dobbiamo cercare di vincere. Lo avremmo fatto comunque, a prescindere, perché certamente il Milan troverà il modo di schierare un pacchetto arretrato efficiente, ma è nostro dovere cercare di vincere sempre e comunque, contro qualunque avversario, sebbene sia evidente il valore tecnico di una squadra come il Milan. Dite che l’ambiente possa rivelarsi un nostro alleato? Non credo, francamente, perché penso che i tifosi si stringeranno intorno alla squadra rossonera. E’ vero che il match di Champions ha avuto un epilogo negativo, ma la squadra ha giocato una buona gara e ha avuto tante opportunità di passare in vantaggio e poi di tornare in partita. Nessuno può illudersi di trovare una squadra dimessa o a disagio”.
Il Frosinone ritroverà capitan Mazzitelli, ma perderà Marchizza e Lirola. E’ così?
“No, sul recupero di Mazzitelli non c’è alcuna certezza. Oggi lui, Gelli e Brescianini hanno fatto lavoro differenziato e solo domani potrò verificare se saranno totalmente recuperati. Esistono ancora dubbi sulla loro disponibilità, e di conseguenza anche sulla formazione che andrò a schierare. Certamente in difesa non è che abbia molte variabili. Lirola con ogni probabilità lo recupereremo per la prossima gara, per Marchizza invece dovremo avere un po’ più di pazienza”.
Grosso esonerato proprio stamane, anche Pioli sembrerebbe in dubbio. Queste montagne russe su cui loro malgrado vivono i tecnici come le valuta?
“Le montagne russe non mi sono mai piaciute, ma talvolta mi è toccato salirci con i miei bimbi. Battute a parte, il nostro mestiere è fatto di percorsi che possono essere talvolta accidentati. Mi spiace molto per Fabio, che peraltro ha anche rischiato di rimetterci un occhio per quello sgradevole episodio di qualche settimana fa. Su Pioli nessun commento, perché non credo sia in discussione e in ogni caso non sarebbe elegante compiere valutazioni nel merito. Quel che fa la differenza è il rapporto di fiducia che si instaura tra un club e il tecnico. Mi è capitato di di essere stato rimosso dopo tre gare, giocate anche piuttosto bene. Essere in bilico è un destino collegato alla nostra professione”.
Possibile vedere Garritano dal fischio iniziale, dopo qualche gara in cui non lo abbiamo visto in campo?
“Prestate sempre molta attenzione all’undici iniziale, senza tener conto in modo adeguato delle sostituzioni, che incidono sulla gara non meno delle scelte iniziali. Garritano è un’opzione che tengo ben presente, perché è un giocatore duttile, capace d’interpretare in modo convincente più ruoli”.
Quanto sta crescendo la sua squadra dal punto di vista della mentalità?
“Non è un percorso semplice, si deve necessariamente procedere per gradi. Credo che, specie in trasferta dobbiamo essere più concreti e metterci più convinzione. Nello stesso tempo non dobbiamo essere frenetici, come un po’ è accaduto nella gara casalinga contro il Genoa. A volte si deve avere pazienza”.
Così parlò Eusebio all’antivigilia del match col Milan. Ora, come sempre, il trainer pescarese passerà la parola al campo, sperando che il verdetto sia confortante.