
Sesta sconfitta esterna consecutiva per il Frosinone, che, come era già avvenuto a Cagliari, ha perso il match proprio nelle battute conclusive, quando sembrava che il pareggio potesse equamente premiare le due formazioni. E’ stata una giornata sicuramente amara per i giallazzurri e per il portiere Turati, non esente da colpe in occasione di entrambe le reti del team allenato da D’Aversa. Lecce e Frosinone, prima del gol da distanza siderale di Ramadani, avevano cercato ripetutamente il colpo del ko, nel contesto di una gara combattuta e ricca di spunti interessanti. Purtroppo per i giallazzurri ciociari le prestazioni lontano dallo Stirpe non trovano mai riscontri tangibili in termini di risultato e questo comincia ad avere qualche riflesso anche in classifica, sebbene i punti di margine sulla zona rossa siano ancora abbastanza. La praticità ed il cinismo che allo Stirpe sono un quid pluris, lontano da casa sembrano svanire in un orizzonte incerto, nel ribollire di buone intenzioni che restano tali o si concretizzano solo in parte.
LA CRONACA
Recuperato in extremis Oyono, Di Francesco lo schiera a destra della sua linea difensiva, con Lirola sulla corsia opposta e Okoli-Romagnoli coppia centrale. A centrocampo col rientrante Barrenechea ci sono Gelli e Brescianini, mentre con i soliti esterni offensivi Soulè e Ibrahimovic c’è ancora Kaio Jorge, confermato dopo la bella prova offerta contro il Torino.
Il punteggio si sblocca subito in favore dei salentini, con doppio clamoroso errore di Turati, che prima serve Banda e poi, sul triangolo che porta al tiro Piccoli, non riesce a intercettare sul suo palo la conclusione del centravanti leccese. Nella circostanza anche Romagnoli appare piuttosto statico e poco reattivo. Dentro Monterisi per Oyono dopo solo un quarto d’ora di gioco, in una staffetta dei due “incerti” della vigilia. La replica del Frosinone potrebbe trovare consistenza al 17′, quando Zufferli in un primo momento concede il penalty ai giallazzurri per un fallo su Brescianini, ma poi, mentre Soulè, Barrenechea e Kaio Jorge si contendono la paternità dell’esecuzione, richiamato dal Var, cancella la propria decisione. I giallazzurri però cominciano a crederci e sfiorano il pareggio con Brescianini, sulla cui conclusione è bravo Falcone a rispondere in tuffo. Cresce vistosamente Soulè, è intraprendente Ibrahimovic, persino prorompente Brescianini. Insomma, il Frosinone c’è e dall’ennesimo assalto arriva il calcio di rigore che fornisce l’opportunità del pari. Se lo procura proprio Monterisi, bravo ad anticipare Blin nel cuore dell’area leccese, prima di essere scalciato dall’avversario. Soulè lascia l’incarico a Kaio Jorge, che con grande sicurezza calcia nell’angolo basso alla destra di Falcone.
Il Lecce affida la propria voglia di tornare avanti al guizzante Banda, che in un paio di occasioni calcia verso la porta ciociara, alzando troppo il pallone.
Nel primo dei cinque minuti di recupero va però vicino al gol del vantaggio il Frosinone, con un pregevole spunto di Soulè che consente la conclusione dal limite a Ibrahimovic: il suo tiro sfiora l’incrocio dei pali della porta salentina.
LA RIPRESA
Subito vivace il Frosinone a inizio ripresa, quando dopo due soli minuti mette Kaio Jorge nelle condizioni di operare un buon cross dal settore destro dell’attacco, ma Falcone fa buona guardia. La replica pugliese è pressoché immediata e porta la firma di Strefezza, coraggioso nel cercare fortuna da fuori area, ma Turati stavolta è molto attento ed alza in corner. Al 10′ favorevole opportunità per Kaio Jorge, che su un perfetto cross di Brescianini colpisce in bello stile ma senza la necessaria efficacia.
Il Lecce prova ad alzare il ritmo e a prendere in mano le operazioni a centrocampo, ma di fatto trova solo un corner, sul quale la deviazione aerea di Gendrey manda la sfera non distante dai pali della porta ciociara.
Le ripartenze del Frosinone non sono prive di incisività e al 17′ è Soulè ad avere una favorevolissima opportunità, sul piede sbagliato però, come la sua conclusione di destro evidenzia impietosamente.
Al 26′ ancora lo scatenato Banda semina il panico nell’area canarina e cerca il gol con un diagonale che manda la sfera sul palo. Dall’altra parte Soulè ci prova, stavolta con il piede giusto, ma la mira è parimenti deficitaria.
Torna in campo Harroui ed è proprio lui ad andare vicino al gol al 36′, con un rasoterra che sfiora il palo sinistro della porta salentina. Un altro subentrato, Kristovic, cerca fortuna al 42′, ma la mira non è impeccabile e Turati può dormire sonni tranquilli.
All’improvviso arriva però il vantaggio dei locali, con una conclusione da distanza ragguardevole di Ramadani che Turati non riesce a intercettare, forse ingannato da una impercettibile deviazione di Monterisi. Cala la notte sulle speranze ciociare di tornare al successo e anche il prezioso punto che sembrava ormai confezionato svanisce, nel tripudio dei tifosi leccesi e nella disperazione dello spicchio di stadio che ospita i sostenitori ciociari. Una punizione sicuramente eccessiva per un Frosinone che aveva meritato quantomeno un pareggio, ma questo tabù trasferta comincia ad assumere sembianze inquietanti.
