Di Francesco: “All’Olimpico per interrompere la serie negativa in trasferta”

Il Frosinone ci riproverà. Non sono bastate prestazioni di spessore per sfatare il tabù trasferta. Una serie che si allunga è statisticamente destinata a concludersi, e in questo caso il “per fortuna” è d’obbligo. Mister Eusebio Di Francesco è paziente e tiene lontano le insidie della frenesia, ma certamente ha tanta voglia di commentare un risultato positivo lontano dallo Stirpe. La Lazio è una squadra blasonata, non proprio la più indicata per raggiungere lo scopo, ma il Frosinone di quest’anno ha qualità e carattere per non partire mai battuto. E allora all’Olimpico ci proverà, con la grinta e la convinzione necessarie.
Le assenze ci sono da ambo le parti e nel Frosinone riguardano soprattutto la linea difensiva. Detto brutalmente, non si sono terzini, perché al lungodegente Marchizza si sono aggiunti Oyono e Lirola, e allora il tecnico abruzzese dovrà improvvisare una retroguardia capace di tener botta a dispetto delle defezioni.
“Fa parte del mio lavoro la capacità di adeguare le scelte alle situazioni contingenti. E’ ovvio che abbia provato soluzioni, ma non posso anticiparvele in questa sede. La Lazio è la squadra che ha più intensità e velocità nelle ripartenze. Dovremo pertanto essere attenti e molto compatti, perché la loro caratteristica è quella di ribaltare il fronte in maniera fulminea”.
Le assenze nelle fila dei biancocelesti non sono certo garanzia di risultato per i giallazzurri ciociari: “Non voglio sminuire le qualità di giocatori come Immobile e Louis Alberto, però credo che le alternative siano di assoluto spessore. Ad esempio Castellanos è un giocatore che ha molte qualità, un attaccante duttile e difficile da contenere. Da parte nostra sarà importante ribadire la nostra filosofia propositiva, non snaturando il nostro gioco che non può prescindere da un certo tipo di atteggiamento”.
Per quanto concerne il resto della rosa, questo il punto di mister Di Francesco: “Ibrahimovic non potremo recuperarlo perché la sindrome influenzale che lo ha colpito lo ha notevolmente debilitato. Reinier è tornato in gruppo, ma di fatto non ha allenamenti completi nelle gambe, Mazzitelli invece ha lavorato piuttosto bene e anche se non è al 100% possiamo considerarlo recuperato”.
Della Lazio Di Francesco teme “la grande capacità di cercare e di attaccare la profondità” tanto con i centrocampisti che con gli attaccanti”. Ciononostante si andrà a caccia di un risultato positivo perchè ora “bisogna far punti, assolutamente”.
Il processo di crescita dei giovani va avanti, ma naturalmente non può essere una linea retta: “E’ del tutto normale che ci sia qualche piccolo incidente di percorso. Prendiamo Soulé, è vero che nelle ultime gare non è stato all’altezza delle partite precedenti, ma potevamo forse pretendere che un ragazzo di 20 anni si esprimesse con continuità su quei livelli eccezionali? L’importante è far capire il valore della quotidianità, intesa come lavoro costante e tenersi al riparo dalla lusinga di sentirsi arrivati. E’ un concetto valido per tutti i giovani, quello di non sentirsi ancora giocatori fatti ma atleti in crescita, in divenire”.
E a proposito di giovani, una domanda secca e scomoda: Cerofolini o Turati?
“Premetto che certe critiche eccessive non mi sono piaciute nei confronti di un ragazzo che ha fatto sin qui molto bene ed è stato decisivo in alcune gare. Sull’impiego dell’uno o dell’altro dovrò valutare, tenendo presente ciò che in questo momento può essere utile alla squadra”.
Il 2023 volge al termine e allora è naturale tracciare un bilancio dell’anno solare che sta salutando. “Il bilancio della prima parte potete farlo voi meglio di me, visto che avete seguito da vicino le vicende della squadra nel trionfale campionato di B. Va fatto un ringraziamento a tutti protagonisti di un’impresa che ora ci consente di star qui, a vivere le vicende di un campionato soddisfacente e di una Coppa Italia che ci vede tra le prime otto. Non ci sentiamo per questo appagati, ma puntiamo a far sempre meglio, anche in considerazione del fatto che poi il mercato di gennaio potrebbe modificare certi equilibri”.
Per il 2024 la ricetta è sempre la stessa: “Umiltà, tanta umiltà perché è solo attraverso di essa che potremo agguantare il traguardo della salvezza. Bisogna restare con i piedi per terra, ho sentito parlare di traguardi di altro tipo, ma noi sappiamo bene che l’obiettivo è uno e non vogliamo lasciarcelo sfuggire”.
Nella passerella delle emozioni vissute in questo semestre un posto speciale lo occupa la prima vittoria: “Sicuramente il match vinto con l’Atalanta è stato importante perché ha avviato un certo tipo di percorso. Poi non si può certo dimenticare la grande vittoria di Napoli in Coppa, per la quale abbiamo forse un po’ pagato dazio in avvio di match con la Juve. Dobbiamo essere bravi a resettare e a giocare sempre con la massima concentrazione, a noi non è concesso distrarci e ne siamo consapevoli”.
E allora, feroce determinazione per uscire dall’Olimpico con qualcosa di più degli applausi.