
Il Frosinone non si è fermato a piangere sul latte versato: Huijsen non è un lattante ma un giovanissimo sì, ed ha scelto la Roma ritenendola più congrua rispetto alle proprie aspirazioni di crescita e vanificando la promessa fatta ai ciociari. “Poco male, chi non ci ama non ci merita”, la reazione più o meno ufficiale del club, che si è subito messo al lavoro ed ha firmato l’accordo con Kevin Bonifazi.
Il neo giallazzurro è un ragazzo del 96, reatino, ha giocato 7 gare nella nazionale Under 21, e sembrava avviato ad essere uno dei difensori più importanti d’Italia prima di trovare lungo il percorso ostacoli che ne hanno frenato l’ascesa. Nel Bologna di Thiago Motta, che non fa tremare il mondo come quello di Bernardini ma è un gran bel Bologna, quest’anno Kevin non ha trovato lo spazio che si attendeva. Due gare intere in Coppa Italia e 90′ contro il Sassuolo, per tre presenze complessive in stagione, che certamente rappresentano un minutaggio non soddisfacente. E allora, per il Frosinone che cerca di dare solidità e maggiori soluzioni a Di Francesco relativamente al pacchetto arretrato, ecco un prospetto da non lasciarsi sfuggire. Bonifazi tecnicamente non si discute: ha tutto per essere un eccellente rappresentante del ruolo, ma naturalmente dovrà ritrovare gli automatismi che la scarsa frequentazione del rettangolo di gioco potrebbe aver appannato.
E’ già arrivato in Ciociaria ed ha sostenuto il primo allenamento con la squadra, per essere a disposizione già giovedì, in occasione del match di Coppa Italia contro la Juventus.
Naturalmente Di Francesco da questa finestra invernale di calcio mercato attende rinforzi anche sulle corsie basse e al centro dell’attacco. I nomi più gettonati sono Beruatto per la prima opzione e Mulattieri per la seconda, ma non è escluso che Angelozzi possa annunciare l’arrivo di qualche giocatore che non è ancora finito sui voraci taccuini degli addetti ai lavori.
La sconfitta casalinga contro il Monza fa male, ma i risultati delle altre formazioni impegnate nella corsa salvezza sono stati ampiamente confortanti e hanno lasciato i canarini con ben cinque punti di margine sulla terzultima. Complessivamente, 19 punti in altrettante gare non sono un bilancio disprezzabile. A preoccupare però sono gli ultimi risultati perché le sei giornate che hanno chiuso il girone ascendente hanno portato in dote un solo punto, e questo è sicuramente un riscontro numerico un po’ inquietante, a dispetto di prestazioni che non sono state insufficienti.
Contro il Monza il Frosinone ha faticato terribilmente nella prima frazione, ma l’improvvido autogol del 3-0 ha scritto un punteggio che in quel momento premiava esageratamente i brianzoli, trovatisi in triplice vantaggio dopo aver fatto due soli tiri verso la porta ciociara. La reazione è stata orgogliosa e veemente ed ha quasi prodotto il riaggancio, però al 95′ solo gli uomini di Palladino hanno potuto sorridere, mentre il Frosinone ha visto sfumare quel traguardo dei 20 punti al giro di boa che sembrava persino scontato qualche settimana fa. E’ tornato dal primo minuto Reinier, ancora un po’ distante dalla forma ottimale, ed ha vissuto un pomeriggio molto particolare Soulé, l’uomo più rappresentantivo della squadra, che con 8 gol e 64 dribbling riusciti è rispettivamente al quinto posto della classifica marcatori della serie A e in testa nella seconda graduatoria. Il ragazzo di Mar del Plata ha perso il pallone che ha dato il là al raddoppio monzese e poi ha firmato in prima persona il punto dello 0/3, ma ha trovato poi la forza di calciare, in modo peraltro impeccabile, il rigore del 2/3. Ha fatto molto bene Harroui, tra le note più positive del match dell’Epifania, e si è confermato uomo ovunque Gelli, prezioso in entrambe le fasi. Entrato a gara in corso, ha comunque fornito un buon contributo capitan Mazzitelli, pronto a tornare punto di riferimento del pacchetto centrale. La difesa, se analizzata attraverso le prove dei singoli, non ha fatto male, ma la fase difensiva è stata carente e perfettibile se il Monza ha fatto gol ogni qualvolta si è presentato dalle parti di Turati.
Allora, parola d’ordine è ancora una volta resettare, per andare a caccia di quei 16-17 punti nel girone di ritorno che dovrebbero garantire la permanenza, la prima storica salvezza del club.

