Nella tarda mattinata di oggi Nadir Zortea e Demba Seck, arrivi della campagna acquisti di gennaio, sono stati presentati ufficialmente alla stampa. Con loro, il direttore Guido Angelozzi, deus ex machina delle strategie utili a definire la squadra da qui alla fine del campionato e principale artefice del buon esito delle due trattative.
Proprio a lui sono state rivolte le domande “prospettiche” in merito a questa sessione di mercato che sta vivendo le sue frenetiche battute conclusive. Come suo costume, il dirigente giallazzurro non si è nascosto dietro un dito, ma ha tracciato un quadro chiaro della situazione.
“Non è nostra intenzione prendere una punta centrale. Ne abbiamo tre e non c’è motivo di aggiungerne, perché abbiamo fiducia nei nostri ragazzi. L’operazione in entrata che è nostro desiderio compiere riguarda un altro terzino. Sapete che Bartesaghi è un profilo che può interessarci e stiamo valutando se sia utile aggregarlo al gruppo da qui a fine stagione. Sul fronte delle partenze, premetto che nessuno ha chiesto di andar via, ma davanti abbiamo troppi giocatori e pertanto potrebbe essere difficile persino allenarci, senza snellire un po’ la rosa. Caso, Baez e Bidaoui sono cedibili, vedremo da qui alla fine chi di loro andrà via. Sono tutti ottimi giocatori, ma abbiamo oggettivamente un problema di abbondanza in quel reparto”.
E andiamo a conoscere meglio i due nuovi arrivati, uno dei quali, Zortea, è già sceso in campo da titolare e ha già disputato un’eccellente partita contro il Cagliari. “Ho sentito subito la fiducia del direttore Angelozzi e del Frosinone e questa è stata una premessa fondamentale nel determinare la mia scelta di venire qui a Frosinone. Quest’anno a Bergamo ho avuto decisamente poco spazio e pertanto la soluzione migliore ai fini di una mia crescita era quella di cercare una squadra che mi volesse e che mi fornisse l’opportunità di giocare più di quanto stesse accadendo nell’Atalanta. E allora, eccomi qui, con tanta voglia di far bene”.
Meticoloso, professionale, attento al dettaglio, tanto che prima di venire a Frosinone aveva già trovato l’appartamento dove vivere (ce lo ha raccontato Angelozzi). E aveva studiato adeguatamente la sua possibile (ora certa) nuova squadra.
“Sì, mi sono documentato su come gioca il Frosinone e ha subito cercato di capire in che modo potessi essere utile al disegno tattico di mister Di Francesco. È stato pertanto più semplice ambientarmi e fornire da subito il mio contributo nel contesto di un gruppo in cui conoscevo già diversi compagni. Con Okoli siamo molto amici anche fuori dal campo e naturalmente quando si è prospettata la possibilità di trasferirmi qui in Ciociaria ci siamo sentiti per parlarne”.
Sui compiti tattici è piuttosto flessibile e duttile: “Ho già giocato difendendo di reparto nel Sassuolo lo scorso anno perché anche lì giocavamo a quattro. Non ho difficoltà ad adattarmi. Tra Gasperini e Di Francesco esistono analogie e qualche lieve differenza, comunque credo di aver trovato un gruppo di lavoro ideale. A Bergamo non stato male, ma eravamo troppi per quel ruolo e pur godendo della stima di Gasperini il mio spazio era diventato troppo esiguo”.
Sul modello calcistico, è opportuna una premessa: “Dovete sapere che a inizio carriera io giocavo in posizione molto più avanzata. Logico che il mio esempio fosse Alex Del Piero, il massimo in quel ruolo. Poi progressivamente mi hanno sempre più arretrato come posizione di partenza e allora nel mio nuovo ruolo non ho francamente dei modelli cui mi ispiri in modo particolare, penso a migliorare ogni giorno e a diventare un giocatore completo”.
Sul lieve ritardo con cui è arrivato a Frosinone la spiegazione è semplice: “Ci eravamo parlati con il direttore Angelozzi ed eravamo sostanzialmente d’accordo sul mio trasferimento. L’infortunio di Hateboer ha però un po’ complicato le cose in casa Atalanta e così c’è stato un momentaneo blocco del trasferimento. Appena mi hanno dato l’ok, però, ho colto al volo l’opportunità”.
Demba Seck stava per chiudere con un importante club turco, club nel quale avrebbe anche avuto un ingaggio più importante, però ha preferito venire a giocare nel Frosinone, e questo già la dice lunga su come il ragazzo sia motivato e felice di questa opportunità nel club giallazzurro.

“C’erano stati contatti già in estate, ora che la trattativa è andata a buon fine sono davvero contento di essere qui. A livello tattico il mio ruolo più naturale è quello di esterno alto, ma nel Torino di Juric ho giocato talvolta come trequartista e anche come punta centrale. Le mie caratteristiche mi portano però ad esprimermi meglio quale esterno offensivo, tanto a destra che a sinistra”.
Cosa può promettere Seck al Frosinone? “Anzitutto di contribuire al raggiungimento della salvezza. Come? Visto il mio ruolo direi con i gol e con gli assist. Quel che mi riesce meglio è saltare l’uomo, mentre devo ancora migliorare un po’ nel concretizzare le occasioni”.
Angelozzi lo ha dipinto come un giocatore capace di grandi accelerazioni, uno dei migliori in Italia nel ribaltare il fronte grazie a una corsa davvero sontuosa. Sono caratteristiche importanti, che Demba cerca di migliorare quotidianamente, ispirandosi a giocatori molto importanti.
“Mi piace molto Leao, ma naturalmente anche Mbappé, un vero fenomeno. Studio su youtube i loro movimenti e spero di poterne imitare le gesta”.
Sulla possibilità di scendere in campo già a Verona un’ampia apertura: “Sono allenato, sto bene e ho voglia di giocare. Mi sono allenato in gruppo dal primo giorno del mio arrivo e sono pronto a dare il mio contributo”.
Conosce già Zortea, Okoli, Barrenechea e Soulé ed è particolarmente contento di essere in un gruppo con tutti giovani. Sul fallo di Monterisi che l’arbitro non ha ritenuto di punire nel match tra Frosinione e Torino non ha però cambiato idea: “L’ho detto a Monterisi e anche al direttore: quello era rigore” (sorride).
E allora adesso non ci resta che vincere…

