I tre punti sono una panacea. Nel calcio contano le tattiche, conta il fattore psicologico, conta il bel gioco, ma più di ogni altra cosa contano i risultati. Perché quelli determinano l’esito di una stagione, rendono utili o vani gli sforzi, vestono come un abito firmato gli umori di tifosi e addetti ai lavori, carezzano la fantasia come una poesia di Jacques Prevert.
E allora i tre punti colti contro il Cagliari, peraltro dopo una serie di gare infruttuose, hanno ridato entusiasmo al gruppo del Frosinone, anche se i problemi legati alle indisponibilità permangono, tanto che mister Di Francesco ha dovuto scriversi su un foglio i nomi dei non convocabili, per timore di dimenticarne qualcuno.
Partiamo però da chi ci sarà e cioè Monterisi, che in extremis sembra aver recuperato lo status di abile e arruolato, a differenza di Lirola, Marchizza, Oyono, Bonifazi e Lusuardi, oltre al lungodegente Kalaj.
Un piccolo esercito di difensori ai box, ma il tecnico pescarese non si spaventa, perché ormai ha imparato a gestire l’emergenza: “In settimana mi sono divertito a schierare qualche centrocampista sulla linea dei terzini, faccio di necessità virtù. Non anticipo il nome, ma non escludo che anche stavolta possa esserci qualche giocatore non di ruolo a interpretare il compito di esterno basso. Intanto aver recuperato Monterisi è un elemento importante. Anche Zortea ha avuto qualche piccolo problema ma ora sembra averlo risolto”.
Il nuovo arrivo si chiama Seck e a domanda specifica, Di Francesco traccia un ritratto veloce del neo giallazzurro.
“Sono contento del suo arrivo, perché è un giocatore che ha corsa e buone doti tecniche. Sa inoltre interpretare molti ruoli nel settore avanzato e potrà esserci molto utile da qui alla fine del campionato. E’ ben allenato, pertanto sarà immediatamente a disposizione per il match di Verona”.
L’avversario è un po’ difficile da decifrare, visto che in questa sessione invernale della campagna acquisti ha cambiato tanti giocatori della rosa. Un po’ più arduo il compito di prevedere come giocheranno gli scaligeri?
“Io un’idea delle caratteristiche dell’undici che ci troveremo di fronte me la sono fatta. Ovvio che senza Djuric, un giocatore abilissimo di testa e capace di far salire la squadra in una certa maniera, l’approccio potrà essere un po’ diverso. I giocatori arrivati sono però di grande qualità perché Sogliano sa il fatto suo e ha fatto un mercato all’altezza. Inoltre Henry è un attaccante bravissimo, molto difficile da contenere. Anche in considerazione della bella partita giocata a Roma pochi giorni fa, ci aspettiamo una squadra viva e ostica da affrontare”.
La partita potrebbe consegnare al Frosinone, in caso di successo, un margine di più otto sulla terzultima, ma DiFra non vuole far conti preventivi.
“Inutile far conteggi e tabelle prima del tempo. Sono discorsi che affronteremo, eventualmente, dopo la gara. Da qui in avanti tutte le partite saranno importanti, ne siamo pienamente consapevoli. Mi piacerebbe dare continuità al risultato appena conseguito”.
Un pensiero su Gigi Riva, un grande che ora gioca tra le stelle…
“Mi fa piacere ricordarlo, e contestualmente salutare il popolo sardo che lui rappresentava. Ho avuto la fortuna di incontrarlo e quando ero a Cagliari sentivo questo suo carisma, questa capacità rappresentativa. Anche nelle difficoltà era una persona costruttiva e positiva. La sua grandezza da calciatore è così evidente che non si ha necessità di descriverla”.
E nel ricordo del grande Riva, il Frosinone di Di Francesco andrà al Bentegodi, per infrangere il tabù trasferta.
Mister Di Francesco: “Ora voglio continuità di risultati”
