Peppe Incocciati ha fiducia: “Il Frosinone raggiungerà il suo obiettivo”

La serie A la conosce eccome per averne calcato i campi, con maglie peraltro prestigiose. Peppe Incocciati, calciatore, poi allenatore, opinionista Mediaset, politico e personaggio poliedrico ha certamente cognizione di causa e può districarsi nel dedalo delle dinamiche calcistiche con grande maestria.
Con la consueta cortesia ci ha rilasciato le sue impressioni su questa stagione del Frosinone Calcio, su quanto è già avvenuto e su quel che potrebbe accadere di qui a maggio.
“Il Frosinone ha fatto bene. E’ una squadra che gioca al calcio tenendo presente la giusta percentuale di spettacolarità, che è quella che rende una partita visibile e gradevole. Il significato del gioco del calcio è quello, sebbene sovente si tenda a dimenticarlo. E’ una squadra giovanissima che dà un senso alle proprie gare attraverso un calcio bello e propositivo”.

Cosa rispondi ai profeti del bicchiere mezzo vuoto, a quelli che vorrebbero qualche palla spedita in tribuna sull’altare del risultato?
“Io credo che chi ha giocato al calcio in un certo modo, chi ha curato anche l’estetica di questo sport, sia incline per natura a proporre anche come allenatore un gioco bello oltreché incisivo. Pensiamo a Guardiola, ad Ancelotti e prima a Johann Crujiff. Pensiamo anche a De Zerbi. Io ritengo che la mentalità del bello vada sempre tutelata ed esaltata, nello sport come nella vita. Nelle categorie minori forse la filosofia della palla in tribuna, del gioco sacrificato per strappare con i denti il risultato (sempreché poi vi si riesca) può forse essere abbracciata, ma nel massimo campionato no. Io sto con Di Francesco e ritengo che il modo di proporre il suo Frosinone sia quello più logico e più appagante”.
E’ una squadra giovane. Troppo giovane, pensi?
“No. Non credo sia stata una scelta sbagliata quella di affidarsi a tanti giovani, ma tutt’al più una scelta coraggiosa e finora premiante. Il Frosinone ha fatto bene, ha giocato a testa alta contro squadre di grandi potenzialità ed ha avuto una sua identità di squadra ben precisa. Le difficoltà che ha attraversato e che tuttora sta attraversando dovevano essere messe in preventivo. Non era possibile ipotizzare che per tutto il campionato il Frosinone non avesse partite problematiche. Se però andiamo ad analizzare nel dettaglio queste difficoltà è palese che esse discendano da assenze che hanno depauperato l’assetto difensivo. I giallazzurri hanno pagato le assenze ed anche l’inesperienza di molti interpreti. Però hanno entuasiasmo, idee chiare e tanta voglia di far bene, perciò sono ottimista”.
Tanti giocatori si sono messi in luce, ma più di tutti per ora Matias Soulé. Pensi che possa diventare un grande protagonista del calcio che verrà?
“Proprio ieri ho avuto modo d’incontrarlo in una serata in cui ho avuto il piacere di parlare anche con il presidente Stirpe. Lo seguo da tempo, perché ho avuto modo di vederlo anche commentando per Mediaset la Youth League. Gli argentini sono sempre coscienziosi e bravi nel programmare la loro carriera. Soulé ha mostrato di avere idee chiare, non ascoltando le sirene provenienti dall’Arabia. Personalmente sono anche d’accordo con lui per la decisione di non dire di sì alla nazionale azzurra, visto che lui è argentino e ambisce ad onorare la maglia del proprio paese d’origine, come è del tutto normale. Le sue qualità tecniche le abbiamo viste tutti, ma sono quelle dal punto di vista umano che spesso fanno la differenza e mi pare che questo ragazzo abbia tutti gli ingredienti per eccellere su palcoscenici importanti”.
Mancano ancora molte gare e il Frosinone sulla carta dovrebbe sfruttare gli scontri diretti casalinghi. Ci riuscirà?
“Ho espresso con sincerità la mia fiducia sul Frosinone riguardo alle gare che mancano, ma non bisogna fidarsi troppo di quel che appare probabile sulla carta. I ragazzi di Di Francesco faranno bene a cercare con grande tenacia risultati anche in quelle gare, come la prossima con la Roma, che in teoria sembrerebbero meno agevoli. Guardate il Bologna, come gioca senza timori reverenziali e come riesce a sorprendere avversarie più quotate. Il calcio ha valori precisi, ma il bello del calcio è che poi sul campo i valori possono essere disattesi e ribaltati. E’ comunque chiaro che alcune partite casalinghe varranno doppio in ottica salvezza. Il tesoretto che il Frosinone si è meritatamente guadagnato potrà rivelarsi determinante”.
E’ quanto si augura il popolo giallazzurro, ansioso di celebrare la prima storica salvezza.