Dall’azzeramento alla verifica: l’ora del… bilancio

Momento delicato al Comune di Frosinone: Fratelli d’Italia punta i piedi sul documento contabile, il Sindaco ricorda che la mancata approvazione può portare allo scioglimento. Ma in realtà quanto sta succedendo adesso è il risultato di 41 mesi vissuti (politicamente) alla giornata.
Fratelli d’Italia fa sul serio al Comune di Frosinone. I due assessori di riferimento, Alessia Turriziani e Simona Geralico, giovedì non si sono presentate alla riunione della giunta. Ieri invece erano presenti, ma hanno chiesto e ottenuto di avere il tempo necessario per approfondire il documento contabile. La nuova riunione dell’esecutivo è fissata per lunedì. Nulla sta accadendo per caso, ma è arrivato il momento della verità per tutti. Facendo i conti con la realtà di una crisi politica profonda al Comune capoluogo. Il sindaco Riccardo Mastrangeli giovedì sera ha inviato una pec a Turriziani e Geralico, per ricordare che i ritardi o la mancata approvazione del bilancio possono determinare l’interruzione della consiliatura.
Il punto è proprio questo: non è per caso che, dopo quanto accaduto in aula consiliare, la resa dei conti sia iniziata sul bilancio. Proprio perché è il documento che più di ogni altro racchiude la linea politica di un’Amministrazione. Inoltre, dal 2012 (anno della prima vittoria di Nicola Ottaviani), le deleghe al bilancio sono gestite da un assessore tecnico, di fiducia del primo cittadino. Ruolo che per dieci anni ha ricoperto l’attuale sindaco Riccardo Mastrangeli e che dal 2022 è appannaggio di Adriano Piacentini, da un anno e mezzo espressione di Mastrangeli e privo del sostegno di un gruppo consiliare. Dopo lo strappo con Forza Italia.
C’è di più: mancano 19 mesi al termine della consiliatura e questo bilancio è strategico. Fratelli d’Italia vuole capire quali sono le scelte prioritarie. Oltre ad un Piano urbano della mobilità sostenibile che ha caratterizzato i primi 41 mesi di mandato di Mastrangeli. La realtà è che finora si è portato avanti il programma iniziato da Nicola Ottaviani nelle precedenti consiliature. Il gruppo di Fratelli d’Italia, ma anche il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri (indipendente) e Andrea Turriziani (Lista Marini) vogliono uno scatto, un momento di discontinuità che guardi al futuro invece di restare fermi al passato. Una riflessione profonda sul Brt e su tutto il resto va fatta.
La via maestra, considerando il clima di forte conflittualità e la ristrettezza dei numeri in aula, sarebbe quella di una verifica politico-amministrativa seria e approfondita, che fosse preceduta da un azzeramento della giunta. In modo da liberare il tavolo del confronto. Questo non significa buttare a mare tutti indistintamente, vuol dire analizzare le situazioni per quelle che sono, stabilendo dei criteri e un percorso unitario. Provando perfino a capire se c’è lo spazio per “recuperare” Forza Italia.
I livelli regionali dei partiti del centroestra si stanno limitando ad osservare la situazione. Non perché si disinteressino di ciò che accade in un Comune capoluogo, ma perché in questi anni nulla è cambiato. Ma soprattutto nulla è stato ricomposto. Il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale degli “azzurri”, da tempo ha dato carta bianca al gruppo consiliare. Dopo aver preso atto che nessuna delle richieste di FI erano state tenute in considerazione.
Il deputato Paolo Trancassini, coordinatore di Fratelli d’Italia nel Lazio, in più di qualche occasione ha frenato il gruppo consiliare, invitando però Mastrangeli a tenere in considerazione alcune richieste. E cosa aveva chiesto FdI? Per esempio una viabilità diversa allo Scalo. Per esempio alcune modifiche del percorso del Bus Rapid Transit. Oltre alla necessità di blindare una coalizione che continua a non avere i numeri. Tutto questo dopo aver sostenuto Riccardo Mastrangeli nei momenti più delicati. Quando ci sono state le fratture con 9 eletti nel centrodestra: 3 della Lista Ottaviani, 3 della Lista Mastrangeli, 1 della Lega, 1 di Frosinone Capoluogo, 1 di Forza Italia. Il Sindaco ha perso molti di quelli che dovevano essere i fedelissimi, questa è la realtà. Il ruolo della “guardia pretoriana” lo ha fatto Fratelli d’Italia. Poi ad agosto la forzatura della presa d’atto in giunta del tracciato del Brt. Senza gli assessori di FdI. Con il presidente del consiglio Massimiliano Tagliaferri che ha lasciato la Lista Ottaviani per sottolineare il suo disaccordo.
Perciò la situazione attuale non va sottovalutata: FdI, Massimiliano Tagliaferri e Andrea Turriziani non cambieranno idea e adesso ogni tentativo di ricorrere a spericolati aiuti “non convenzionali” potrebbe acuire uno scontro che sta per arrivare al punto di non ritorno.