Lettera aperta nella forma, ultimatum e chiusura al confronto nella sostanza. Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli risponde al leader regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini puntando tutto sul carattere “sociale” di alcune delibere amministrative. Ma il punto vero della crisi è politico e la realtà è che la Lega non vuole prendere atto che i rapporti di forza sono cambiati. A grandi passi verso le elezioni anticipate. Forse.
La formula è quella della lettera aperta, la sostanza invece rivela un’ assoluta chiusura ad un confronto politico vero. Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli ha scritto questo al parlamentare e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini: “Arrivo quindi al punto, Paolo, con chiarezza e senza minacce. O tu, con la tua autorevolezza, la tua forza e il tuo equilibrio, riallinei il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Frosinone ai percorsi virtuosi che tu stesso hai indicato – lealtà, coerenza, rispetto e responsabilità verso i cittadini – oppure dobbiamo avere il coraggio di dirci che questa esperienza amministrativa non ha più un equilibrio politico. E a quel punto esiste una sola strada seria, limpida e democratica: tornare al voto. Non per rabbia. Non per orgoglio. Ma per rispetto verso i cittadini di Frosinone”.
Traduzione: o il gruppo consiliare si riallinea oppure andiamo ad elezioni. Mastrangeli ha anche spiegato: “C’è poi un punto che voglio chiarire con assoluta fermezza. Il programma elettorale sottoscritto da tutti al momento della candidatura nel 2022 – Fratelli d’Italia compresa – non è un documento opzionale, non è una cornice interpretabile, non è una variabile negoziabile. Quel programma è un patto con i cittadini, è l’impegno che ci ha consentito di vincere le elezioni, ed è un patto inscindibile e inderogabile. Sono sempre stato disponibile al confronto. Si può discutere di tutto ciò che può arricchire, mai di ciò che può sottrarre a quel programma. Il confronto è legittimo ed è parte della democrazia. Ma ciò che è stato promesso ai cittadini e sottoscritto davanti a loro non può essere messo in discussione. Ringrazio Nicola Ottaviani per la difesa netta e senza ambiguità del lavoro mio e dell’amministrazione. Ma voglio essere chiaro: questa risposta la do io, da sindaco, e me ne assumo fino in fondo la responsabilità”. Prima aveva spiegato: “Ma quanto accaduto in Consiglio comunale a Frosinone è inaccettabile, soprattutto per il merito delle delibere. Parliamo di atti che riguardano le persone più fragili: le persone con disturbi dello spettro autistico, gli anziani non autosufficienti, i caregiver, i malati di SLA, le famiglie con persone in RSA e quelle che assistono un disabile in casa. Parliamo di delibere inerenti finanziamenti che arrivano dalla Regione Lazio, proposte da un assessore di Fratelli d’Italia, Massimiliano Maselli, che ringrazio ancora una volta per la sensibilità e l’impegno dimostrati nei confronti della nostra città. Permettimi di essere molto chiaro, Paolo”.
Vale la pena ricordare anche la nota di Paolo Trancassini. Aveva rilevato: “Sono molto amareggiato e deluso per il comportamento assunto dal sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli nei confronti di Fratelli d’Italia che, vista la responsabilità dimostrata finora, non meritava il trattamento ricevuto. Nella giornata di oggi ho immediatamente chiesto un chiarimento alla Lega e mi aspetto che già nel primo giorno utile, anche domani, ci si possa incontrare per chiarire i contorni di quanto accaduto. Abbiamo sempre supportato il sindaco Mastrangeli, siamo una forza leale e lo abbiamo dimostrato anche nelle situazioni più complicate. Quanto accaduto ieri è però inaccettabile, motivo per cui ho chiesto alla Lega un tavolo per adottare, nel più breve tempo possibile, le contromisure del caso. Fratelli d’Italia ha una sua dignità e il gruppo che ha partecipato al governo della città non meritava quanto accaduto. La decisione di Mastrangeli risulta ancora più inaccettabile perché, a quanto mi risulta, non vi è stato alcun confronto né con il nostro capogruppo in Consiglio comunale né con il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Massimo Ruspandini. Se Mastrangeli ritiene di poter governare da solo, faccia pure. Fratelli d’Italia continuerà a difendere con serietà e coerenza il proprio ruolo e i propri rappresentanti, nel rispetto degli elettori e degli accordi politici che stanno alla base dell’unità del centrodestra, valore di fondamentale rilevanza per il nostro partito”.
Dunque, i piani sono completamente diversi. Paolo Trancassini ha la politica come “bussola”. Frosinone è un Comune capoluogo, da mesi Fratelli d’Italia attende risposte su tematiche amministrative (tracciato del Brt, assetto viario dello Scalo). Ma soprattutto sono cambiati gli equilibri e i rapporti di forza. Senza i 5 consiglieri di FdI e i 2 del Polo Civico, senza il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri (indipendente), senza il consigliere Carlo Gagliardi (Lista Marzi), la maggioranza non c’è. Il numero legale è mancato tre volte in prima convocazione e una in seconda.
Fino al 30 dicembre sul tavolo c’era il nodo del rimpasto di giunta. Ora inspiegabilmente scomparso.
E c’era non per un “capriccio” di qualcuno, ma perché la situazione non può reggere così. Il vicesindaco Antonio Scaccia, fedelissimo di Nicola Ottaviani, aveva chiesto il terzo assessorato per Fratelli d’Italia e il secondo per la sua “civica”. Sempre Scaccia aveva precedentemente stoppato l’idea della rappresentanza in giunta al Polo Civico, perché quest’ultimo nel 2022 aveva concorso nel centrosinistra.
Bypassando anni nei quali Claudio Caparrelli e Andrea Turriziani hanno appoggiato Mastrangeli. Bypassando la circostanza che senza Domenico Marzi, Alessandra Mandarelli e lo stesso Carlo Gagliardi il numero legale non ci sarebbe mai stato in aula. Bypassando il fatto che ci sono 7 consiglieri eletti nella maggioranza che sono all’opposizione. Bypassando il fatto che la “galassia della Lega” esprime il Sindaco e 6 assessori, con 9 consiglieri. Mentre l’altro schieramento, con almeno lo stesso numero di consiglieri (9), ha soltanto 2 assessori.
Ai quali peraltro Riccardo Mastrangeli ha revocato le deleghe nella seduta del 30 dicembre, dopo che opposizioni e “dissidenti” avevano approvato quattro delibere, mettendo in minoranza quel che restava della maggioranza, costretta ad “accodarsi” alle opposizioni. All’unanimità (!).
Riccardo Mastrangeli cerca di spostare il confronto sul piamo amministrativo. Tutti avrebbero votato quelle delibere, in una cornice di maggioranza. Ma di fronte a risposte che non arrivano, è stato lanciato un segnale politico. Già, la politica. Esiste. Ad ogni livello. Perfino al Comune di Frosinone.
La realtà è che Nicola Ottaviani e Riccardo Mastrangeli intendono fermare le lancette al giugno 2022. I rapporti di forza sono cambiati. Fratelli d’Italia è il primo partito ovunque, anche nel capoluogo ciociaro. La revoca delle deleghe ai due assessori è un guanto di sfida. Impossibile fare finta di nulla. Impossibile cercare di spostare il dibattito su altre tematiche.
Quanto alle elezioni anticipate, Mastrangeli non le teme. Fratelli d’Italia neppure. Il centrosinistra nemmeno. Una sola cosa sarebbe sicura: la polverizzazione del centrodestra a Frosinone. Dopo tre successi consecutivi. Ma forse è l’unica strada per dare al triunvirato che nel bene e nel male ha governato la città negli ultimi dodici anni (tenendo la politica alla larga) una minima possibilità di sopravvivenza.
