“La misura è colma. L’annuncio dell’ennesimo slittamento per la riapertura della galleria ‘Capo di China’ non è solo un fallimento tecnico e gestionale, ma una vera e propria beffa ai danni di un intero territorio”. Con queste parole Mario Borza, consigliere comunale di Casalvieri e storico difensore delle istanze della Val di Comino, commenta con durissima fermezza la decisione di Anas di rinviare al prossimo 15 marzo l’apertura del tunnel sulla superstrada Sora-Cassino, inizialmente prevista per oggi dopo già numerosi rinvii.
La galleria di Atina, chiusa dal marzo 2025 per lavori di messa in sicurezza, sta diventando un simbolo di inefficienza. “Dovevamo ripartire oggi – incalza Borza – e invece ci ritroviamo con altri due mesi di disagi, con il forte sospetto che neppure la scadenza di marzo verrà rispettata. Parliamo di migliaia di automobilisti, lavoratori, studenti e famiglie della Val di Comino, del Sorano e del Cassinate che ogni giorno sono prigionieri di un’arteria vitale interrotta”.
Il consigliere Borza, che da mesi guida la protesta attraverso petizioni popolari, raccolte firme e solleciti formali agli enti superiori, punta il dito sulla pericolosità della viabilità alternativa: “Gli utenti sono costretti a riversarsi su strade secondarie inadeguate, strette, prive di illuminazione e disseminate di buche. È un percorso a ostacoli che mette a rischio la sicurezza stradale e che causa una perdita enorme in termini di tempo e costi di carburante”.
Di fronte a questa situazione di stallo, Borza annuncia il passaggio dalle parole ai fatti: la Class Action contro Anas.
“Sabato scorso ho incontrato un legale che ha confermato la fattibilità concreta di un’azione legale collettiva – spiega il Consigliere –. L’obiettivo è ottenere il risarcimento dei danni subiti da tutti i cittadini penalizzati da questa chiusura infinita e dai continui ritardi. Non possiamo più restare a guardare mentre il nostro territorio viene isolato e umiliato”.
Mario Borza si pone dunque come punto di riferimento operativo per coordinare l’iniziativa: “Invito tutti i cittadini interessati, i pendolari e chiunque abbia subito un pregiudizio economico o personale a contattarmi direttamente. È il momento di dare corpo a questa battaglia legale per far valere i nostri diritti e costringere Anas a prendersi le proprie responsabilità. Non faremo un passo indietro finché non avremo ottenuto giustizia e la certezza della riapertura”.
