L’edificio scolastico è stato realizzato dal Comune con risorse pubbliche, utilizzato ininterrottamente da oltre cinquant’anni come scuola media e divenuto nel tempo un presidio educativo e sociale fondamentale per la città.
Il Comune ricorda inoltre che la legittimità dell’acquisizione dell’area su cui insiste la scuola “Pietrobono” è stata già confermata dal TAR del Lazio – sezione di Latina, con sentenza pubblicata nel 2025, ormai definitiva, che ha riconosciuto la correttezza dell’operato dell’Amministrazione e la prevalenza dell’interesse pubblico connesso al mantenimento della funzione scolastica.
“Il Comune di Frosinone – ha dichiarato il Sindaco Riccardo Mastrangeli – agisce con senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle istituzioni. Allo stesso tempo, non può rinunciare al dovere di difendere un interesse pubblico primario come il diritto allo studio e la continuità del servizio scolastico. Siamo di fronte al primo caso noto in Italia in cui un Tribunale ordina lo sgombero di una scuola media in attività per soddisfare i creditori di un privato, ignorando leggi speciali e sentenze definitive. La scuola Pietrobono è un bene pubblico a tutti gli effetti, costruito con fondi pubblici e destinato da decenni a una funzione educativa essenziale per la nostra comunità”.
Sotto il profilo normativo, l’Amministrazione ribadisce che l’acquisizione sanante è stata effettuata nel pieno rispetto della legislazione vigente in materia di espropriazione per pubblica utilità, con il regolare deposito dell’indennizzo dovuto, e che tale procedura è espressamente prevista dal legislatore proprio per tutelare opere pubbliche essenziali già da tempo inserite nel patrimonio funzionale della collettività. “L’edificio della Pietrobono, realizzato dal Comune negli anni 70, ha un valore immensamente superiore al terreno su cui poggia. Se passasse il principio che una scuola può essere svuotata e venduta per debiti del proprietario del suolo, allora nessun ospedale, nessuna sede giudiziaria, nessun impianto sportivo, nessuna strada e nessun edificio pubblico in Italia sarebbe più al sicuro. Sarebbe il caos per la certezza del diritto. La stabilità dei rapporti giuridici non può essere sacrificata a favore di pretese private su un bene che è ormai parte indissolubile del patrimonio e della vita della nostra città.
Come Sindaco e come cittadino continuerò a percorrere ogni strada, giudiziaria e politica, per difendere non solo il diritto allo studio dei nostri ragazzi, ma soprattutto il principio della certezza del diritto, a distanza di 50 anni dalla realizzazione di un edificio pubblico, per evitare che ancora una volta la sterilità della forma prevalga sulla sostanza e sulla realtà del sociale e del quotidiano”.

