Celebrazione Eucaristica per la ricorrenza di San Sebastiano Martire, Patrono della Polizia
Locale. Alla presenza delle massime autorità provinciali, ad officiare la Santa Messa è
stato il Vescovo S.E.R. Santo Marcianò che ha speso parole di stima e ringraziamento per
il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Locale.
Presenti, tra gli altri, il Prefetto di Frosinone, il Sindaco della città, il Questore, il
Comandante del Presidio Militare, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Il
Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Il Comandante della Polizia
Provinciale, il Comandante della Polizia Stradale, il Comandante Provinciale dei VVF, le
associazioni di Protezione Civile nonché i comandanti delle polizie locali di Sora, Cassino,
Fiuggi, Alatri, Veroli, Ceprano, Arce.
Il Comandante della Polizia Locale, al termine della celebrazione, oltre a ringraziare gli
intervenuti, nel suo discorso, si è soffermato sul ruolo del Comando di Polizia Locale,
all’interno del sistema di sicurezza integrato.
Sotto l’egida della Prefettura e guidati tecnicamente dal Questore di Frosinone, infatti, la
Polizia Locale ha saputo rinnovarsi, creando sinergie professionali che ben presto hanno
dato i frutti sperati in favore di una città più sicura, aumentando, altresì, la percezione
stessa di sicurezza nella cittadinanza.
Il Dott. Padovani ha tenuto anche a sottolineare l’importanza del ruolo della Polizia
Locale, come primo punto di contatto tra istituzione e cittadini, nelle strade, nelle scuole,
nei quartieri. Ruolo, questo, che richiede competenza, equilibrio, capacità di ascolto, in
un’ottica di comprensione dei bisogni della comunità e di prevenzione di conflitti.
Un ringraziamento particolare è andato anche alle famiglie degli uomini e delle donne
della Polizia Locale, che spesso soffrono turni impegnativi, sacrifici e responsabilità non
sempre visibili.
Vissuto nel 300 d.C., martirizzato sotto l’Imperatore Diocleziano, è il Santo Patrono della
Polizia Locale che ne celebra la festività il giorno 20 gennaio, giorno del martirio.
Sebastiano, comandante dell’allora polizia urbana (i pretoriani), era molto impegnato
nell’assistenza e nell’aiuto di poveri e bisognosi. Contribuì inoltre alla conversione del
Prefetto di Roma e di illustri magistrati ed ufficiali dell’esercito. Scoperto mentre dava
sepoltura ai Quattro Coronati (i Santi Claudio, Nicostrato, Castoro e Simproniano), fu
sottoposto ad un processo sommario e condannato a morte mediante il supplizio delle
frecce. Durante la notte, i cristiani che si recarono nel campo a recuperare la salma per
la sepoltura si accorsero che Sebastiano era ancora vivo, così lo prelevarono da lì e si
presero cura di lui. Riacquistata miracolosamente la salute dopo le cure di una nobile
romana, per testimoniare la propria fede, si recò nel tempio di Ercole dove l’Imperatore
Diocleziano stava officiando un rito pubblico. Arrestato e condotto all’Ippodromo del
Palatino, fu ucciso a bastonate: una delle forme più umilianti di pena capitale usata solo
per gli schiavi.
Il culto di San Sebastiano è stato grandissimo fino al XVI secolo in molte località del
mondo occidentale, dove fu assunto a protettore di diverse corporazioni fra cui quelle dei
mercanti di ferro, degli arcieri e degli archibugieri.
La scelta di San Sebastiano come patrono della Polizia Locale risale al 1957, quando Papa
Pio XII lo proclamò ufficialmente protettore dei preposti all’ordine pubblico. Questa
decisione fu motivata dal legame simbolico tra le frecce che trafissero il santo martire e le
armi che equipaggiano gli agenti di polizia, nonché dalla sua figura di servitore dello Stato
romano.
