“Leggo con sorpresa le dichiarazioni del consigliere D’Amato. Parlare di ‘accanimento’ significa ignorare un dato che il presidente Rocca ha più volte richiamato con grande chiarezza: l’inappropriatezza prescrittiva nel Lazio è stata stimata in oltre duecento milioni di euro l’anno. Sono risorse sottratte ai servizi, alle liste d’attesa, alla presa in carico dei pazienti più fragili.
La Regione chiede che vengano rispettate le indicazioni Aifa, come avviene in tutte le amministrazioni responsabili. E nei casi eccezionali in cui si ritenga necessario discostarsi dalle linee guida, è doveroso che la scelta sia motivata in modo trasparente, nell’interesse del paziente e della sostenibilità del sistema.
Attribuire questa impostazione a una volontà di scaricare costi sui cittadini è fuorviante. Al contrario, intervenire sull’inappropriatezza significa proteggere le famiglie del Lazio, garantire equità e ridurre sprechi che per anni hanno pesato sulla collettività. La buona sanità si costruisce così: con rigore, responsabilità e rispetto delle regole cliniche, non con polemiche che rischiano solo di alimentare confusione”.
Così la presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche Sociali del Lazio, Alessia Savo.

