Finn, una speranza che sa di futuro: al mondiale dei grandi per essere protagonista

Da qualche tempo l’Italia fatica a rinnovare la propria tradizione gloriosa nel mondiale di ciclismo su strada. Le maglie azzurre hanno vinto 19 edizioni della rassegna iridata e sono secondi solo al Belgio che si è aggiudicato 27 volte il titolo mondiale delle due ruote.
Il plurivincitore è Alfredo Binda, che vinse la maglia iridata nel 1927, nel 1930 e nel 1932. Coppi, Gimondi, Moser, Saronni e Bugno, tra i grandi del ciclismo italiano sono quelli che hanno vinto un’edizione dei campionati del mondo. L’ultimo successo azzurro risale al 2008, quindi parliamo di 18 anni fa, quando fu Ballan, con un perentorio allungo nel finale, a salutare la compagnia e a laurearsi campione del mondo.
Da allora solo qualche piazzamento e purtroppo tante partecipazioni anonime e non in linea con la nostra storia. Ora la speranza di interrompere questa prolungata astinenza, o almeno di lottare per cercare di farlo, è tutta sulle spalle di un giovanissimo, Lorenzo Finn, che ha vinto tutto quel che c’era da vincere nelle categorie giovanili e, dopo una stagione in cui ha “assaggiato” il ciclismo dei grandi  nell’ambito di gare Under 23, con la storica doppietta Giro Next Gen e Tour de L’Avenire, tenta addirittura di far saltare il banco dei professionisti. L’impresa non sarà agevole, ma il super-talento azzurro sta suscitando la curiosità di tutti gli addetti ai lavori, dopo l’accoppiata nelle due corse a tappe più importanti riservate ai giovani. E così gli italiani non sono i soli ad interrogarsi su quali possibilità abbia in concreto il giovanissimo campione in un contesto che sicuramente è ricco di qualità e anche di esperienza. Mancherà Pogacar, che sarebbe stato uno dei grandi favoriti. ma gli altri big del ciclismo mondiale saranno tutti al via, con Evenepoel che reclama il pronostico per condizioni di forma e carisma.
Il nostro Lorenzo Finn può essere la novità: vedremo il 27 settembre cosa farà a Montreal, in un circuito che probabilmente non gli è particolarmente favorevole perché un po’ troppo facile. Ma entusiasmo e indubbia classe possono fare il miracolo.