Le cinque top-news di domenica 20 settembre

1 -TRAGEDIA AD AQUINO: QUINDICENNE SI TOGLIE LA VITA, LA COMUNITA’ SOTTO SHOCK

La comunità di Aquino è sotto shock per la tragica scomparsa di Stefano, un ragazzo di soli quindici anni. Descritto da tutti come un giovane responsabile, maturo e lavoratore, Stefano era il più grande di cinque figli. Dopo il primo anno di scuole superiori, aveva scelto di affiancare il padre nel lavoro tra campi e officina per sostenere la famiglia, conducendo al contempo una vita serena e ordinaria divisa tra amici, progetti e affetti.
La tragedia si è consumata all’ora di pranzo, quando la madre, allarmata dall’assenza ingiustificata del figlio e dalla mancata risposta alle chiamate, ne ha fatto la drammatica scoperta. Il giovane ha compiuto un gesto estremo all’interno della rimessa degli attrezzi adiacente alla casa. I tempestivi tentativi di rianimazione effettuati dai soccorritori, protrattisi per oltre mezz’ora, si sono purtroppo rivelati vani.
Sull’episodio stanno ora indagando i Carabinieri della Stazione locale e della Compagnia di Pontecorvo. La Procura ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia, oltre al sequestro del telefono cellulare, al fine di ricostruire con precisione le ultime ore di vita del ragazzo; è inoltre prevista l’apertura di un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di istigazione al suicidio. Il sindaco Fausto Tomassi, definendo l’accaduto come una «tragedia inaccettabile», ha espresso la vicinanza dell’intera cittadinanza ai familiari e ha annullato la manifestazione “Walk for the cure”.

2 – MASTRANGELI INCONTRA MARZI, MA FROSINONE RESTA BLOCCATA: TRAMONTA L’ACCORDO SUL NUOVO PRESIDENTE

Un incontro informale tra il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, e l’ex primo cittadino Domenico Marzi riporta al centro del dibattito politico lo stallo sull’elezione del presidente del Consiglio comunale, carica vacante da quasi quattro mesi.
La maggioranza appare profondamente spaccata e le prime quattro votazioni non hanno portato ad alcun accordo. Tra i nomi emersi per una mediazione istituzionale c’è quello di Carlo Gagliardi (Lista Marzi), pur sostenuto da un percorso in salita. Marzi sostiene che, in mancanza di una sintesi di maggioranza, si debba proporre un’opzione all’intera aula, anche se il precedente tentativo legato ad Angelo Pizzutelli (Pd) è fallito per l’opposizione di sette dissidenti.
Nel frattempo, dieci consiglieri di opposizione e dissidenti hanno presentato un secondo esposto al Prefetto e al Ministero dell’Interno, denunciando la paralisi dell’assise e la violazione della legge sui tempi di elezione. La perdurante situazione di stallo rischia di trascinarsi oltre ottobre, alimentando l’ipotesi di scenari estremi come lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento.
A complicare il quadro politico locale si aggiungono le tensioni sulla giunta: la lista Mani Libere e il gruppo Identità Frusinate si contendono l’assessorato alla Polizia Locale, rimasto scoperto da quasi due mesi, senza che al momento sia prevista alcuna riunione chiarificatrice della maggioranza.

3 – LEGGE ELETTORALE E CRISI PD: LE INCERTEZZE DEL CAMPO LARGO DALLA POLITICA NAZIONALE AL CASO FROSINONE

La legge elettorale al vaglio della Camera (“Stabilicum”) introduce l’obbligo per liste e coalizioni di indicare il candidato premier per il Quirinale, senza riportarne il nome sulla scheda o introdurre vincoli di mandato. La norma evidenzia la compattezza del centrodestra a guida Meloni e mette in crisi il “Campo Largo”, sprovvisto di un leader condiviso, diviso da profonde divergenze (specie in politica estera tra Schlein e Conte) e penalizzato dall’ipotesi di voto anticipato.
La tensione politica si riflette a livello locale nel Comune di Frosinone, paralizzato da quasi quattro mesi di vacatio per la mancata elezione del presidente del consiglio comunale. Senza un compromesso, il rischio concreto è lo scioglimento anticipato e il commissariamento dell’ente prima delle amministrative del 2027.
In questo scenario, il PD locale mostra la sua storica frammentazione: mentre il segretario provinciale Migliorelli distribuisce deleghe col bilancino correntizio, il circolo cittadino sfiora la spaccatura, frenata solo da una fragile tregua telefonica tra i vertici De Angelis e Battisti. Bloccati in un “loop” da giorno della marmotta, i Democrat rischiano la quarta sconfitta consecutiva a Frosinone dopo quelle del 2012, 2017 e 2022. Una disfatta che azzererebbe l’attuale classe dirigente, ma il partito prosegue inerte, come i violinisti sul Titanic.

4 – IL RITORNO DEL NUCLEARE TRA STRATEGIA EUROPEA E CONSENSO POLITICO 

Il dibattito sul ritorno dell’energia nucleare in Italia è tornato al centro dell’agenda politica durante la nona edizione di ItacaViaggio tra le idee a Formello. Il confronto, che ha visto protagonisti il senatore Claudio Fazzone e l’eurodeputato Salvatore De Meo (entrambi di Forza Italia), si è svolto in concomitanza con l’esame al Senato del disegno di legge sulla delega al Governo per il nucleare sostenibile.
De Meo ha inserito il tema nel contesto europeo, evidenziando che 12 Paesi su 27 utilizzano l’atomo. L’eurodeputato sostiene che il nucleare — integrato con le rinnovabili — rappresenti una leva strategica fondamentale per ridurre la dipendenza energetica dell’UE, garantendo stabilità alla rete grazie alla sua programmabilità. Per superare le eredità dei referendum del 1987 e del 2011, ha inoltre auspicato una corretta informazione e una discussione pubblica trasparente.
Fazzone, relatore di maggioranza del DDL che disciplina l’intero ciclo di vita del nucleare e la gestione delle scorie, si è invece concentrato sulla necessità primaria di modernizzare una rete elettrica nazionale ormai inadeguata.
Per Forza Italia, il nucleare non è un’alternativa alle fonti rinnovabili, bensì una componente essenziale di un mix energetico bilanciato, volto a rafforzare l’autonomia produttiva del Paese e a ridurre i costi per i contribuenti.

5 – IL FRIZZANTE FROSINONE ALLO STIRPE PER L’ESAME COMO 

Dopo un avvio di campionato davvero brillante, il Frosinone chiude il primo tratto di percorso, cui seguirà una pausa di due settimane, ospitando il Como di Fabregas.
I lariani sono indicati da tutti gli addetti ai lavori come i più autorevoli aspiranti al ruolo di outsider, subito alle spalle di Inter e Roma, autrici di una partenza a razzo.
Tra i ciociari e i lombardi ci sono singolari analogie in tema di gioco, perché entrambe le compagini attuano schemi propositivi e per nulla sparagnini.
Naturalmente la qualità dei singoli parla in favore degli ospiti, ma questo non sarà un ostacolo inamovibile per i ragazzi in maglia giallazzurra, abituati a vestirsi da Davide contro i tanti Golia del massimo campionato.
Per quanto concerne le scelte di formazione, il tecnico toscano Max Alvini deve sciogliere sostanzialmente il dubbio su uno dei due centrali di difesa, col consueto ballottaggio tra Monterisi e Cittadini, finora alternatisi nella titolarità. Decisamente favorito Ghedjemis su Fini, per il ruolo di attaccante esterno a destra, gli altri nove posti sembrano blindati da quelli che in questo inizio stagione sono più avanti nelle gerarchie del tecnico. Fischio d’inizio alle 15.