Castrocielo, salta i lavori di pubblica utilità: scattano i domiciliari

Un trentacinquenne di origine cinese, domiciliato a Castrocielo, è finito agli arresti domiciliari per non essersi presentato a svolgere i lavori di pubblica utilità presso la Caritas diocesana locale.

Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Aquino su disposizione dell’Ufficio di sorveglianza di Campobasso. La decisione di revocare la sanzione sostitutiva e applicare dodici giorni di detenzione domiciliare è scattata a causa dell’irreperibilità dell’uomo: oltre ad assentarsi senza alcuna giustificazione valida, non ha risposto ai ripetuti tentativi di contatto telefonico da parte dell’Ufficio per l’esecuzione penale esterna (Uepe) di Frosinone.

La vicenda legale nasce da un decreto penale di condanna emesso dal Gip del Tribunale di Isernia, diventato esecutivo il 28 novembre 2024. Inizialmente, la condanna prevedeva una sanzione pecuniaria di 3.000 euro, in seguito convertita in 24 ore di lavoro di pubblica utilità (pari a 12 giorni).

Durante il periodo di detenzione domiciliare, l’uomo sarà sottoposto a strette prescrizioni: dovrà rimanere presso la propria abitazione — salvo autorizzazioni per specifiche fasce orarie e comunque entro i confini comunali —, gli sarà vietato frequentare persone con precedenti penali e gli verranno ritirati i documenti validi per l’espatrio. Il rispetto delle regole sarà monitorato dai carabinieri territorialmente competenti.