Il consigliere comunale di Casalvieri esprime il proprio plauso per il progetto promosso nel comune limitrofo: “Un faro per la memoria storica, l’identità del territorio e il rilancio del turismo delle radici”.
“Un plauso convinto e un grazie sincero a tutti coloro che stanno lavorando alla realizzazione del Museo dell’Emigrante ad Alvito. Si tratta di un’iniziativa che va ben oltre i confini di un singolo comune e che abbraccia la storia, i sacrifici e il riscatto dell’intera Val di Comino. Donne e uomini hanno lasciato questa terra ma non hanno mai dimenticato le proprie radici. Portano nel cuore il loro paese, la Valle di Comino e tutta la nostra provincia. Anche loro fanno parte della nostra comunità e hanno contribuito, con il loro lavoro, i loro sacrifici e con gli aiuti inviati alle proprie famiglie, a costruire la storia e lo sviluppo del nostro territorio. Per questo dobbiamo costruire un rapporto ancora più forte con le nostre comunità all’estero”.
Con queste parole il consigliere comunale di Casalvieri, Mario Libero Borza, esprime il proprio pieno apprezzamento per il progetto culturale nato nella vicina Alvito, destinato a custodire la memoria delle grandi ondate migratorie che hanno segnato la storia locale. Il Comune di Alvito, infatti ha approvato in via definitiva il progetto esecutivo del Lotto n. 01 destinato alla realizzazione del Museo dell’Emigrante e di un’annessa sala convegni. L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta il coronamento di una lunga e complessa attività burocratica iniziata nel 2005. Il consigliere comunale Mario Libero Borza nella campagna per le elezioni amministrative di Casalvieri del 2024 aveva più volte rilanciato l’idea della realizzazione di una struttura che fosse a servizio di tutta la zona della Valle di Comino, territorio che ha alimentato per tanti anni il flusso emigratorio verso paesi stranieri.
“Casalvieri, Alvito e tutti i centri della Valle di Comino condividono le stesse radici”, sottolinea il consigliere Borza: “famiglie separate, percorsi di sacrificio, ma anche il grande orgoglio per i successi ottenuti dai nostri conterranei nel mondo. Creare uno spazio espositivo e di ricerca dedicato a questo patrimonio umano significa restituire dignità al passato e offrire alle nuove generazioni uno strumento per comprendere chi siamo”.
Oltre all’alto valore sociale e culturale, Borza evidenzia le opportunità di sviluppo territoriale collegate all’opera: “Il turismo delle radici rappresenta un asset strategico per la Valle di Comino. Un Museo dell’Emigrante ben strutturato sarà un punto di riferimento per tutti coloro che ogni anno tornano a visitare la terra dei padri, innescando un circuito virtuoso a beneficio del tessuto ricettivo, commerciale ed enogastronomico di tutti i nostri paesi”.
“«Auguro al progetto il massimo successo”, conclude Mario Libero Borza. “Da parte mia e delle istituzioni del territorio c’è e ci sarà sempre la totale disponibilità a fare rete per valorizzare la nostra memoria e promuovere insieme le eccellenze della Val di Comino”.

