Partita per cuori forti, quella che il Frosinone ha pareggiato sul campo dell’Atalanta con l’insolito punteggio di 4-4. In vantaggio due volte e poi due volte sotto nel punteggio, i ciociari hanno chiuso il match qualche recriminazione perché nel finale sembravano in grado di passare definitivamente in vantaggio, ma Carnesecchi ha detto di no. Il punto ottenuto è forse meno di quanto i leoni ciociari meritassero ma è un messaggio chiaro al campionato: il Frosinone è lì e vuole restarci.
LA CRONACA
Il solo dubbio di formazione Alvini lo risolve in favore di Cittadini, preferito a Monterisi. Torna Calvani dopo il piccolo contrattempo di natura fisica che lo aveva tenuto fuori contro il Sassuolo.
Nemmeno il tempo di vedere gli schieramenti che i ciociari possono già esultare: Ederson con superficialità suicida appoggia dove non ci sono compagni, ma c’è Schmid, pronto a mettere alle spalle di uno sbigottito Carnesecchi.
Il Frosinone mena le danze, gli orobici sembrano frastornati, ma superano senza danni i minuti successivi e, alla prima fiammata, pervengono al pareggio.
Rowe avvia un’azione di ripartenza sfuggendo a Calvani e De Ketelaere disegna un assist perfetto per Kristovic, che a due passi dalla porta non può esimersi dal metterla dentro. Tutto da rifare, 1-1.
Il Frosinone non si abbatte e torna a farsi vivo nella metà campo bergamasca. Al 17’ Ghedjemis s’invola sulla sua corsia e porge a Schmid un assist pregevole: il 10 frusinate prende la mira e realizza la propria doppietta.
C’è anche un’occasione per il capocannoniere Raimondo, ma la conclusione del centravanti giallazzurro è strozzata e non fa male ai padroni di casa.
L’Atalanta torna in parità al 32’, quando il Var richiama il direttore di gara per un braccio largo di Cittadini su una deviazione aerea di De Ketelaere. Dal dischetto va Ederson che fa pace con i propri tifosi spiazzando Palmisani.
Per ben due volte ancora Ederson va vicino al gol del sorpasso: nel primo caso la sua rovesciata esce di un soffio, nel secondo la coordinazione non è quella giusta.
L’Atalanta riesce comunque a ribaltarla prima del riposo: Zappacosta conquista il fondo e mette al centro per Kristovic, che anticipa Bracaglia e Oyono e mette di nuovo alle spalle di Palmisani.
Nei due minuti di recupero prima Schmid e poi Masini hanno sul piede il pallone del possibile 3-3, ma il primo “cicca la sfera”, il secondo spedisce alle stelle, ancora in attesa di comparir nel cielo. Su va al riposo con pirotecnico 3-2 per la Dea.
LA RIPRESA
Dentro Terzic per Bracaglia, ammonito nella prima frazione, e si riparte.
Il Frosinone ci mette pochissimo a fare 3-3. Prima offensiva e Ghedjemis porge a Caló, che disegna una traiettoria deliziosa: palla sul secondo palo, dove l’estremo difensore della squadra bergamasca può solo guardare.
La ripristinata parità dura solo due minuti: De Ketelaere avvia, Kristovic rifinisce e Elmas, ancora tutto solo davanti a Palmisani, firma un facile 4-3.
Vicino al 4 pari il Frosinone al 59’ con Ghedjemis, il cui tiro manda la sfera a pochi millimetri dall’incrocio dei pali. Al 64’ ancora una micidiale ripartenza atalantina mette Kristovic nelle condizioni di far tripletta, ma un miracoloso recupero di Calvani nega ai lombardi il quinto centro.
Ghedjemis è scatenato e ci prova in tutti i modi, ma Carnesecchi fa buona guardia. Visto che la Dea, anzi le dee, quella bendata e quella lombarda, sembrano aver deciso che non deve far gol, Fares fa l’ennesimo assist.
È per Terzic, che con un tiro perfettamente calibrato dà il quarto dispiacere a Carnesecchi.
Finita qui? Manco per sogno, perché il Frosinone, che nel finale è la squadra dominante, tenta ancora ripetutamente di conquistare i tre punti. Carnesecchi si oppone a Terzic e soprattuto a Ghedjemis che al 94’ potrebbe far saltare il banco. Finisce 4-4, uno spot per il calcio spettacolo.
