Tracciolino, Mario Borza attacca: “Basta passerelle e foto, dopo 17 anni servono i fatti”

“Il Tracciolino non appartiene a nessun sindaco o consigliere, appartiene ai cittadini”. Non usa mezzi termini Mario Borza, consigliere comunale di minoranza a Casalvieri e responsabile dell’Area Sud della Provincia di Frosinone per Evoluzione e Libertà, che attacca duramente l’ennesima sfilata di dichiarazioni e protocolli d’intesa sulla riapertura della celebre strada panoramica che attraversa le spettacolari Gole del Melfa. Un’arteria fondamentale per il turismo e la mobilità tra la Valle di Comino e la Valle del Liri, ma che da troppi anni resta sbarrata e dimenticata.

Borza esprime forte perplessità verso chi oggi sembra scoprire il problema per la prima volta: “Sono oltre cinque anni che porto avanti questa battaglia da solo, con solleciti e interventi pubblici. Oggi vedo una corsa al protagonismo politico e alla visibilità sui giornali. Ma dove sono stati tutti questi “protagonisti” negli ultimi anni?”.

L’affondo contro l’amministrazione

Il bersaglio principale della critica è il primo cittadino di Casalvieri. Il consigliere si rivolge direttamente a lui, chiedendo impegni reali e meno annunci pubblicitari:

“Caro sindaco Franco Moscone – scrive Borza – dopo oltre 17 anni alla guida del Comune, non pensa sia il momento di presentare risultati concreti anziché partecipare all’ennesima passerella istituzionale?”
“Già cinque anni fa – ricorda Borza – dopo i suoi solleciti ci furono riunioni e promesse. Poi il nulla”. Critiche anche per l’ipotesi di spostare il divieto di accesso di appena 800 metri: “Vogliamo far passare questo come una grande conquista? – ironizza Borza – I cittadini meritano di più”.

Progettazioni senza fondi

La presenza di tre progettazioni affidate viene vista come un piccolo passo, ma Borza frena gli entusiasmi: senza finanziamenti i lavori non partono e la strada resta chiusa.
“Non ho intenzione di partecipare alla corsa alla medaglia sul petto – conclude Borza – Continuerò a combattere nelle sedi istituzionali, dalla Provincia alla Regione Lazio, per un progetto serio e realizzabile. Meno fotografie e più fatti. Io non intendo arrendermi”.