Il sindaco Matilde Celentano alle prese con le beghe legate alla macchina amministrativa. Passano le settimane eppure sembra che la nuova amministrazione latinense sia perennemente alle prese con i problemi legati all’inserimento degli uomini di fiducia nei posti chiave. Ed anche un cambio di dirigente può finire sotto la lente d’ingrandimento di un’opposizione particolarmente attenta agli spostamenti interni di piazza del Popolo. L’ultimo caso è quello che riguarda il settore Avvocatura.
MACRI’ AL POSTO DI CAVALCANTI
Sia pure solo ad interim, il segretario generale del Comune di Latina, Alessandra Macrì, va a ricoprire il ruolo da Dirigente del servizio Avvocatura. Prende il posto di Francesco Paolo Cavalcanti, non di ruolo come dirigente, nominato da Damiano Coletta. L’incarico di Cavalcanti è scaduto lo scorso 22 settembre.
Matilde Celentano davanti all’incalzare di alcune polemiche emerse nel dibattito nell’aula consiliare, ha spiegato le ragioni di questa scelta. “L’incarico ex articolo 110 conferito all’avvocato Cavalcanti è scaduto il 22 settembre 2023 -si evidenzia in una nota del sindaco- nelle more della riorganizzazione dell’apparato amministrativo e del deliberato concorso per la dirigenza dell’Avvocatura comunale previsto nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) dell’Ente approvato dal Consiglio comunale il 25 luglio 2023, si è ritenuto opportuno affidare temporaneamente al Segretario generale la funzione dirigenziale del settore. L’avvocato Cavalcanti continuerà a svolgere la propria funzione all’interno dell’Avvocatura comunale”. L’avvocato Cavalcanti sarebbe stato “visto dal centrodestra come un lascito dell’amministrazione Coletta”. Ma per il primo cittadino “la stragrande maggioranza dei dirigenti e dei dipendenti continuano ad essere serenamente al proprio posto, compreso l’avvocato Cavalcanti che riveste il profilo di legale dell’ente”.
GAETA IN CAMPO PER IL 2026
Mentre a Latina l’amministrazione comunale appare ancora concentrata sulla riorganizzazione interna, Gaeta è ufficialmente candidata a Capitale Italiana della Cultura 2026. Il dossier per il perfezionamento della candidatura, dal titolo “Blu, il Clima della Cultura”, è stato inviato al Ministero della Cultura, entro il termine di scadenza previsto dal bando. Un progetto ambizioso, che ha raccolto le adesioni di oltre 140 partner, tra Comuni, enti pubblici, imprese, associazioni e cittadini che hanno voluto partecipare attivamente.
“Abbiamo trasmesso via pec il nostro dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2026 -ha affermato il sindaco Leccese– Un progetto molto ambizioso, di sistema, che ricomprende 24 Comuni, un’area molto vasta che abbiamo voluto chiamare “le Terre del Mito”, che parte da Sabaudia e attraversa la nostra straordinaria costa, abbracciando le isole di Ponza e Ventotene, raggiunge il Garigliano risalendo poi la Terra dei Santi, fino ad arrivare fino a Cassino. Un territorio importante, nato millenni fa, che ha anche una storia straordinaria e soprattutto possiede una particolarità unica: il nostro meraviglioso clima, quello che abbiamo voluto chiamare il “Clima della Cultura”. E quale miglior nome da dare se non “Blu”: come l’immensità e la profondità del mare, del cielo, dello spazio e di tutto ciò che ci circonda e che è riuscito in questi millenni a influenzare positivamente l’uomo”. Il Comune di Gaeta dunque apre il progetto a località limitrofe, creando le cosiddette ‘Terre del Mito’ che partono da Sabaudia e arrivano al golfo, inserendo peraltro nell’ambizioso programma le isole pontino come pure il Cassinate. Una strategia ad ampio raggio quella dell’amministrazione Leccese, che sembra avere una marcia in più rispetto alla ‘statica’ Latina.
