A Miami per il double e per il settimo sigillo nei “mille”

Prende il via oggi il secondo torneo del double americano sul cemento di Miami, località nella quale Sinner giocò la sua prima finale “mille” perdendo al cospetto di Hurkacz, per il quale il successo non si rivelò trampolino verso la gloria, ma fugace stella in un cielo senza troppi astri.
Era il 2021, un acerbo Jannik perse i punti cruciali di un match che avrebbe potuto portare tranquillamente a casa, ma per lui la gloria fu soltanto rinviata. Cinque anni dopo l’altoatesino si presenta al via del torneo nel cuore della Florida con le insegne sempre un po’ incomode del favorito, con il conforto del trionfo a Indian Wells a sanzionare un “sorpasso” nelle preferenze dei bookmakers  ai danni dell’eterno rivale (suona un po’ strano definirlo così perché è un giovanissimo) Carlos Alcaraz.
Non ci sarà il sempiterno Novak Djokovic, cui un problemino alla schiena ha consigliato di anticipare la preparazione per la “campagna d”Europa”. Ci sarà però il rigenerato Medvedev, che ai confini del deserto americano ha rispolverato l’antica grandezza, sepolta sotto uno strato di tic, indecisioni e un’involuzione tecnica di incerta matrice.
Ci sarà anche Mensik, colui che ha inflitto a Jannik Sinner lo stop imprevisto di Dubai, chiamato però a confortare almeno a medio termine quel che così bene sa fare per ora solo in match isolati.
Torna in campo anche Lorenzo Musetti, talento e sregolatezza, laddove in questo termine va inglobata una certa attitudine agli stop di natura fisica.
E sono tanti, a partire da Tien, i giovani rampanti che vogliono scalare il ranking ATP e proporsi quali possibili alternative al duopolio. Un torneo ricco di spunti interessanti, che inizia con un paio d’ore di ritardo perché sono tutti contenti meno… Giove Pluvio.