Bilancio approvato da una maggioranza che non condivide nulla. Al cospetto di un’opposizione (dissidenti compresi) priva di visione, di scatti e di sostanza politica. La maratona sugli emendamenti ha messo in luce giochi delle parti e rancori. Meglio consegnare la consiliatura alla storia e voltare pagina.
Sei ore di dibattito nervoso, noioso, caratterizzato da slogan ripetitivi, sterili e ampiamente scontati. Sei ore di dibattito aspro, rancoroso, banale e surreale. Alla fine i risultati sono stati questi. Bilancio di previsione e Documento Unico di Programmazione approvati con i 18 voti favorevoli della maggioranza e con gli 11 contrari delle opposizioni. Prima c’era stata la maratona “kafkiana” degli emendamenti: 36 in tutto, 27 ascrivibili ad esponenti delle minoranze e ai “dissidenti”. Tutti respinti, al temine di contrapposizioni ripetitive e senza alcuna caratterizzazione politica vera. Con episodi che hanno evidenziato i tanti problemi di una coalizione di governo che non condivide quasi nulla. Se non la volontà di provare a “sopravvivere” il più a lungo possibile. Ha fatto discutere un “sì” di Paolo Fanelli (FdI) su un emendamento di Vincenzo Iacovissi (Psi), hanno fatto discutere alcune astensioni su un altro emendamento di Iacovissi. Astensioni di Fratelli d’Italia e Identità Frusinate. Con il sindaco Riccardo Mastrangeli che ha subito “ammonito” gli esponenti del partito di Giorgia Meloni.
MARZI E L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLE TRE PARTI IN COMMEDIA
Assenti alla discussione Domenico Marzi, Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli (Lista Marzi), in altre occasioni determinanti per mantenere il nemo legale. E’ finita la stagione del “soccorso”? Oppure si è provato ad evitare sul nascere possibili situazioni che avrebbero potuto mettere la maggioranza in difficoltà? Basterebbe essere chiari e assumere ufficialmente una posizione politica definita. Che però non ci sarà. In mattinata travela la notizia che l’apertura del confront programmatico è definitivamente chiusa. Fine del soccorso… Almeno oggi è così.
LA CRONACA DEL NULLA
NELLA SEDUTA SOLO TATTICA E ZERO FATTI CHE DOVREBBE DISEGNARE IL FUTURO DI UNA CITTÀ PIENA DI PROBLEMI
La seduta, iniziata poco prima delle ore diciannove, è terminata all’una del mattino. Le sensazioni prevalenti di chi l’ha seguita per intero sono due. Intanto parliamo di una consiliatura che non passerà alla storia. In secondo luogo, però, prima questa consiliatura verrà consegnata alla storia, meglio sarà per tutti.
La maggioranza non ha nulla…di tale. I gruppi hanno votato il bilancio soltanto perché nessuno si è voluto assumere la responsabilità di una “rottura” che avrebbe pregiudicato l’ultimo scorcio di consiliatura, la rappresentanza in giunta e le possibili carte da giocare in un riassetto dell’esecutivo mai così delicato e complicato. Solo per questo. Nessuno dei problemi politici è stato superato. Nessuno. La tensione tra il Sindaco e Fratelli d’Italia si respira e se nei prossimi giorni Riccardo Mastrangeli nominerà assessore Sergio Crescenzi (che ha aderito a Identità Frusinate dopo aver lasciato FdI), Paolo Trancassini, coordinatore regionale del partito, ritirerà la fiducia al primo cittadino. Se invece Crescenzi non entrerà in giunta, lui e Marco Ferrara non appoggeranno più Mastrangeli. Nel frattempo la Lista per Frosinone di Antonio Scaccia si sta caratterizzando sempre più sulle posizioni di Roberto Vannacci e del suo nuovo partito. La rotta di collisione con la Lega di Nicola Ottaviani è inevitabile. Sarà impossibile fare finta di nulla. In tutto questo gioco delle parti, la domanda vera è: cui prodest? A chi giova davvero mantenere una situazione ingovernabile?
Nel frattempo però opposizioni e “dissidenti” stanno messi anche peggio. Quale senso politico ha avuto ieri sera l’illustrazione meccanica degli emendamenti sapendo che sarebbero stati tutti respinti? Poi ci sono elementi di sostanza politica che andrebbe definiti. Per sei ore Giovanni Bortone ha ripetuto di parlare come capogruppo della Lega. Mentre Dino Iannarilli ha specificato che per la Lega parlavano lui e Marco Sordi. Ora, Bortone (eletto nel Carroccio) figura ancora come capogruppo.Ma da oltre due anni è uno dei “dissidenti” più agguerriti. A cosa serve mantenere quella posizione formale? Stesso discorso per Anselmo Pizzutelli, che non perde occasione per sottolineare il fatto di sedere in aula come capogruppo della Lista Mastrangeli, quella del Sindaco. Ma lui è l’oppositore più “feroce”di tutti. Non sarebbe preferibile andare al “cuore” dei problemi politici? Per il resto, Pd e Psi viaggiano su posizioni inconciliabili. Di questo passo il centrosinistra si avvia allegramente alla quarta sconfitta consecutiva.
Ma il punto vero è un altro e vale per tutti: Frosinone è il Comune capoluogo e gli “spettacoli” offerti dalle sedute del consiglio comunale non sono all’altezza di nulla. Sembrano fotocopie sbiadite di Varietà di basso livello. Nessuno ride però. Tutti si prendono sul serio, senza rendersi conto che i cittadini neppure li conoscono. Basta vedere le persone collegate in streaming. A un certo punto erano 3. Poi si è saliti a 12-13. Ma solo perché gli addetti ai lavori dovevano registrare il voto finale sul bilancio. Meglio concentrarsi sul Carnevale e sul rogo del fantoccio del generale Championnet.




