Alla Pisana maxi audizione su carceri ‘disumane’ e assistenza sanitaria. Latina ‘scoppia’: sovraffollamento al 150%, polizia penitenziaria in apnea

Lo stato dell’assistenza sanitaria presso gli istituti penitenziari del Lazio è il tema centrale della commissione Sanità programmata per oggi alla Pisana. Prevista la presenza del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Direttori Generali e Commissari Straordinari delle Asl territorialmente competenti.

Il sovraffollamento è diventato il vero grande problema del carcere di Latina, la cui media tocca quota 150%. Un dato che si inserisce in quadro regionale che vede il Lazio posizionarsi al quarto posto nel Paese per numero di detenuti (preceduto da Lombardia, Campania e Sicilia). A fine 2022 le persone detenute nei 14 istituti penitenziari per adulti della regione erano 5.933,a  fronte di una capienza regolamentare complessiva di 5.217 posti, con un tasso di affollamento conseguente pari al 114%, leggermente superiore alla media nazionale del 109%.

QUADRO DESOLANTE

Questi sono i dati  provenienti dalla relazione annuale del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale sull’attività svolta negli anni 2021 e 2022. Se si considera il numero di posti effettivamente disponibili sulla base di quanto rilevabile dalle schede di trasparenza sui singoli istituti del ministero della Giustizia, che – a fine 2022 – erano 4.745, il tasso di affollamento raggiunge il 125%, con punte che superano il 150% a Latina, Civitavecchia e Regina Coeli.
Secondo i dati forniti dal Garante, il 15% delle persone detenute nel Lazio è in attesa di primo giudizio, un altro 15% ha avuto una condanna non definitiva e il restante 70% ha una condanna definitiva. Sono dunque 4.149 le persone con pena definitiva, e a poco più della metà di loro (il 50,1%) è stata comminata una condanna di durata inferiore ai cinque anni. Si tratta di una percentuale più alta rispetto a quanto si verifica nell’intera Italia (41,8%). Insomma, nella popolazione carceraria del Lazio è più alta l’incidenza di persone condannate per reati meno gravi, rispetto a quanto avviene nel resto del Paese.
“Rifiutare il sovraffollamento come condizione naturale dell’esecuzione della pena detentiva – ha dichiarato Anastasìa nel corso della sua esposizione – obbliga a scegliere tra il carcere della extrema ratio, conforme alla Costituzione e riservato agli autori di gravi reati, e l’ospizio dei poveri a cui le nostre carceri sono in gran parte costrette, resistendo alla tentazione del carcere per ogni cosa e scommettendo sulle sanzioni sostitutive e sulle misure di comunità per i reati minori”.

POLIZIA PENITENZIARIA

Per non parlare della situazione del personale della Polizia Penitenziaria. Sono 102 le unità presenti, a fronte delle 132 previste dalla pianta organica, con un’età media di oltre 50 anni, un deficit che si ripropone ormai sistematicamente. Il personale della Polizia Penitenziaria di Latina svolge il servizio all’interno di una struttura obsoleta e fatiscente, povera di spazi e di illuminazione naturale, a costo di grandi sacrifici personali, per l’organico cronicamente sottodimensionato, per un’età media alta dovuta ad un mancato turnover generazionale, per carenza di quegli investimenti che potrebbero mitigare l’impatto emotivo di un lavoro oggettivamente difficile. Problemi per i poliziotti ma anche, e soprattutto, i detenuti. La popolazione carceraria, con una curva del sovraffollamento che sembra non arrestarsi, vive aree estremamente ridotte ed inadeguate, alle prese con problemi di ordine psicologico, anche a danno degli obiettivi rieducativi e delle prospettive di reinserimento sociale.