
Il quattordicesimo turno del massimo campionato si è chiuso ieri sera, con il rotondo successo del Torino ai danni di una “dea” frastornata oltre misura. Le assenze di giornata, unite alla fisiologica incapacità di resistere a inciampi periodici, hanno portato gli orobici a una caduta fragorosa. Merito anche del Toro, naturalmente, con l’ex Duvan Zapata assurto a grande protagonista del confronto, grazie a una doppietta d’autore che ha fatto seguito al gol su rigore di Sanabria. Grazie a questa rotonda affermazione il team granata si è ripreso la colonna sinistra della classifica, relegando all’undicesimo posto in condominio la coppia Monza-Frosinone. I canarini auspicano il controsorpasso, potendo beneficiare del fattore campo nello scontro diretto in programma domenica alle 12,30.
Al vertice, il duello Inter-Juve prosegue su ritmi sostenuti. Se i bianconeri hanno avuto bisogno della “zampata” di Gatti per riprendersi quel vantaggio guadagnato a inizio gara e poi svanito di colpo per un cross benedetto dalla sorte e da Szczesny, i nerazzurri hanno dovuto dir grazie alla traversa che ha negato il gol dell’ex a Politano. La rete realizzata a pochi secondi dal termine della prima frazione ha lanciato i nerazzurri e scatenato la rabbia del Napoli, che ha evidenziato un placcaggio di Lautaro su Lobotka sfuggito tanto a Massa che alla sala Var. Nel secondo tempo l’Inter ha legittimato il successo andando a segno altre due volte e riprendendosi così le insegne del primato.
Del Milan e del suo successo per 3-1 sul Frosinone abbiamo parlato nel dettaglio. Quarta moneta in condominio per Napoli e Roma. Se l’umore dei partenopei è decisamente basso, perché a ogni exploit sembra corrispondere poi una caduta, quello dei giallorossi è risollevato dalle vicende di Reggio Emilia, dove una volta di più gli uomini di Mourinho sono riusciti a cambiare in corsa il copione di una gara che li vedeva sofferenti e in svantaggio alla fine del primo tempo. L’improvvido intervento di Boloca, dritto sulla caviglia di Paredes, ha fornito alla Roma l’opportunità d’inseguire con il beneficio dell’uomo in più e sono arrivati in successione prima il pari di Dybala, al 24esimo centro su 27 rigori calciati in massima serie, e poi il sorpasso, firmato da Kristensen, con deviazione di Tressoldi a spiazzare Consigli.
La “viola” di Italiano sembra aver finalmente trovato il modo di tradurre in atto la sua spropositata mole di gioco. Almeno così è sembrato al cospetto di una Salernitana sempre più malinconica in coda alla graduatoria. Tutto facile per Beltran e compagni, che hanno persino tolto il piede dall’acceleratore quando il divario si è fatto di tutta sicurezza.
Grida al complotto il Bologna. I felsinei si sentono defraudati più per il recupero eccessivo che non per il rigore, visto che il fallo di Calafiori su Falcone, portiere in permesso speciale, sembra esserci. Per il Lecce il pari della buona volontà, per un punto che vale oro in classifica e che tiene i salentini a distanza di sicurezza dalla zona pericolo.
Successo prezioso anche per la Lazio di Sarri, che ha rispolverato le doti di bomber di Pedro, lasciando il Cagliari nell’inferno degli ultimi tre posti. A pari merito con i sardi c’è il Verona, che però accoglie con un sospiro di sollievo il pari colto a Udine al morire del tempo, nel rocambolesco 3-3 del Friuli.
Pari in rimonta anche per l’Empoli sul campo del Genoa caro a Gianni Brera, cantore del calcio che fu.
Stasera sarà già Coppa Italia, con Lazio-Genoa alle 21 e da venerdì via alla quindicesima.
