
Completato il quadro dei semifinalisti nei tornei individuali maschile e femminile degli Australian Open. Il derby azzurro non ci sarà, ma stavolta dobbiamo davvero prendercela con la cattiva sorte, che ha impedito a Musetti di portare a termine la sua impresa con Novak Djokovic. A un passo dal traguardo, la coscia destra ha tradito Lorenzo, che già nel corso del secondo set aveva avvertito un fastidio sempre più marcato. Le ore di lotta dei match precedenti, più di quelle dei primi due set contro Nole, hanno avuto un peso determinante. Probabilmente Lollo ha ancora un tennis troppo dispendioso: non rema più dai tabelloni pubblicitari, ma richiede ancora al proprio fisico, senza dubbio da grande atleta, uno sforzo consistente: se ogni punto deve essere una battaglia, nei major, che prevedono gare tre su cinque, al quarto o quinto turno si può pagar dazio. E questo purtroppo è avvenuto alle prime luci dell’alba in Italia, tardo pomeriggio australiano, quando un Nole di fatto già rassegnato si è ritrovata servita su un piatto d’argento l’ennesima semifinale di un torneo in cui ha trionfato per 10 volte.
Era stato un Musetti show nei primi due set, con il serbo incapace di contrastare il gioco fantasioso del nostro portacolori e, a dire il vero, protagonista di una delle peggiori performance della sua vita, con un un numero davvero insolito di gratuiti.
Successivamente, quando al decimo gioco del secondo set anche Jannik Sinner ha scosso la testa, lasciando immaginare che qualcosa nel suo fisico stesse scricchiolando, in Italia si è pensato ad una vera e propria maledizione. Per fortuna però in questo secondo caso si è trattato di un falso allarme: Jannik ha chiuso sul 6-4 il secondo e poi ha regolato con identico punteggio lo sfidante Shelton, per il quale ormai l’altoatesino rappresenta un incubo ad occhi aperti. Dopo la prima sfida, vinta per 2-1 dallo statunitense, se ne sono infatti giocate altre 9 e tutte hanno dato ragione a Jannik. Peraltro la cosa statisticamente incredibile è che il computo dei set è di 21-0, che per un big server come Shelton è davvero insolito, pur essendo evidente la superiorità del numero 2 del mondo. Contro Darderi e contro Shelton un lieve calo fisico nel terzo set: questo il piccolo campanello d’allarme scattato per un Sinner che contro l’americano non ha ripetuto la grande prestazione al servizio nel derby.
Nel torneo femminile a Svitolina e Sabalenka si sono aggiunte quali semifinaliste Jessica Pegula, vittoriosa in due set su una Anisimova, prigioniera una volta di più delle sue improvvise e fatali pause, e Elena Rybakina. La kazaka ha spazzato via in due set Iga Swiatek, ribadendo il concetto che su queste superfici quando è in giornata non ha timore di alcuna avversaria.
Ora saranno proprio le donne a regalare le prossime emozioni agli appassionati di tennis: Sabalenka-Svitolina e Pegula-Rybakina sono sfide intriganti ma certamente la bielorussa e la kazaka si lasciano preferire in sede di pronostico.
Tra gli uomini sono arrivati in semifinale i primi quattro del seeding e non accadeva da anni: Alcaraz-Zverev e Sinner-Djokovic sono le semifinali di questo AO 2026, che sembra destinato a regalare la solita finale. Ma nel tennis mai dire mai…
