La legge Delrio resiste allegramente da dodici anni nonostante storture evidenti. Le ipotesi di riforma restano sulla carta. Il presidente dell’Upi Pasquale Gandolfi dice: “I cittadini potrebbero vedere nel ritorno all’elezione diretta l’immagine di un poltronificio”. Intanto però in Ciociaria tutti i leader sono mobilitati in vista dell’8 marzo: Ruspandini, Ottaviani, Battisti, De Angelis, Chiusaroli. Aveva ragione Prezzolini: “In Italia nulla è più definitivo del provvisorio”.
Pasquale Gandolfi è il presidente dell’Upi, l’Unione delle Province Italiane. Esponente del Partito Democratico, è alla guida della Provincia di Bergamo. In una recentissima intervista a Lo Spiffero, Gandolfi ha dichiarato fra le altre cose: “Poi, se l’elezione è diretta, tanto meglio: si supererebbero anche in questo caso alcune storture della Delrio. Mi pare comunque che sull’elezione diretta ci sia una più che ampia condivisione. Il vero nodo è come reagiranno i cittadini che, proprio dopo la riforma del 2014, potrebbero vedere nel ritorno all’elezione diretta l’immagine di un poltronificio. Cosa che non sarebbe assolutamente vera, visto che in questi anni abbiamo dimostrato di saper gestire, con pochissime risorse, strutture fondamentali per i territori”.
Già, la Delrio: entrata in vigore nel 2014, “sopravvive” senza problemi. Dopo aver trasformato le Province in enti di secondo livello, aver relegato il “popolo sovrano” in terza fascia, aver introdotto il “voto ponderato”, appannaggio peraltro soltanto di sindaci e consiglieri dei Comuni. Ma soprattutto dopo aver diminuito sia le risorse che il personale di questi enti. Infine, nonostante l’esito negativo del referendum costituzionale del dicembre 2016 (quasi dieci anni fa), la Delrio è rimasta vigente.
Eppure la centralità e l’importanza delle Province è di tutta evidenza. Pensiamo a tematiche come l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade, il tema dei rifiuti (ruolo importante per l’individuazione della discarica), la gestione delle risorse idriche. Pensiamo alla funzione di coordinamento dei Comuni.
Per quanto riguarda la Provincia di Frosinone, il prossimo 8 marzo sono in programma le elezioni dei 12 consiglieri.
Fibrillazioni politiche già alle stelle per le candidature. Basta soffermarsi sulla crisi al Comune di Frosinone, determinata da mancati accordi su chi deve concorrere e dalla ricerca forse affrettata di un equilibrio tra posti in giunta e voti per Palazzo Iacobucci.
I leader dei partiti sono in campo da mesi. Massimo Ruspandini, deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, sta soppesando ogni aspetto, ogni possibile designazione, ogni sfumatura territoriale. Sapendo perfettamente che ci saranno delle candidature eleggibili e altre di “militanza”. Non intende sbagliare una mossa. Cercando l’unico desiderata tra i Fratelli: quello di fare il pieno di voti ponderati (e di seggi).
Nella Lega solito “derby” tra il parlamentare e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani (che si conterà su Andrea Amata) e il tandem composto dall’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli e il suo mentore Mario Abbruzzese (i quali sosterranno Luca Zaccari, ma forse non soltanto). Perché un voto ponderato in più o in meno può far capire “urbi et orbi” chi pesa di più a livello di amministratori locali. E si sa che questo è un elemento non di secondo piano in chiave candidature del futuro.
Per l’8 marzo il congresso del Pd (a confronto del quale una telenovela venezuelana degli anni 90 è una pubblicità di pochi secondi) sarà concluso. Però in ogni caso non cambierà nulla sul piano delle candidature. La sfida tra la consigliera regionale Sara Battisti e il presidente del partito nel Lazio Francesco De Angelis si combatterà a colpi di… fasce ponderate. Senza dimenticare esponenti come Danilo Grossi e Antonio Pompeo, Mauro Buschini ed Enrico Pittiglio. Anzi, a pensarci bene il congresso vero sarà quello parametrato sugli amministratori locali. In grado di pesare non poco pure sulle future candidature: politiche e regionali in primis. Insomma, dove vai se gli amministratori (locali) non ce l’hai?
Partita interna importante anche in Forza Italia. Pasquale Cirillo, segretario della sezione di Frosinone, non nasconde le sue ambizioni. Rossella Chiusaroli, segretario provinciale, deve ottenere un risultato ragguardevole per il partito. Il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone osserva.
Restando nel 2026, a dicembre scade il primo mandato del presidente Luca Di Stefano, che ha intenzione di candidarsi per il bis. Convinto che ancora una volta si andrà alle urne con la Delrio.
D’altronde, un “gigante” come Giuseppe Prezzolini ha scritto: “In Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo”.
