
L’Italia a Glasgow, ai mondiali indoor di atletica leggera, ha avuto una perentoria conferma del proprio momento esaltante. Alcuni grossi calibri, i più famosi dell’intero movimento, non erano presenti in Scozia. Marcell Jacobs, campione del mondo uscente dei 60, ha preferito proseguire gli allenamenti americani in vista della stagione all’aperto, che avrà quale appuntamento clou le Olimpiadi di Parigi.
Dal suo ritiro trapelano convinzione ed ottimismo, tanto che non ha esitato a dichiarare che è pronto a ritoccare il suo 9″80 e a confermarsi sul trono a cinque cerchi.
Anche Gianmarco Tamberi, anch’egli campione olimpico e tra l’altro bronzo agli ultimi mondiali indoor, ha preferito rinunciare all’appuntamento scozzese. Così, la gara dei 60 è andata allo statunitense Coleman, con un ragguardevole 6″41, mentre il salto in alto ha visto sul più alto gradino del podio il neozelandese Kerr, che ha dominato la competizione dall’alto del suo 2,36.
Ma parliamo, e con una certa soddisfazione, di quelli che ai mondiali indoor sono andati, facendo registrare peraltro, nella maggior parte dei casi, risultati eccellenti.
Cominciamo dalla sorpresa più lieta, Lorenzo Simonelli, medaglia d’argento nei 60 Hs dietro l’inarrivabile Grant Holloway. Il 23enne romano ha vissuto una stagione indoor da assoluto protagonista, migliorando più volte il record italiano fino al 6″43 della finale mondiale. Anche sui 60 piani Lorenzo ha fatto benissimo in stagione, scendendo fino a 6″59: orizzonti spalancati in vista di una stagione all’aperto in cui obiettivo obbligato sarà ritoccare il 13″33 di personale per andare a caccia di un alloro europeo e di una finale olimpica.
Altro argento che pesa è quello portato a casa da Mattia Furlani, fenomeno assoluto in tutte le categorie giovanili, ma già ora in grado di competere per i massimi traguardi anche nel più complicato mondo dei grandi. Il suo 8,22 è stato identico a quello del vincitore, il celebrato greco Tentoglou. A fare la differenza, e ad assegnare l’oro, la seconda miglior misura: 8,19 per l’ellenico, 8,10 per Mattia. Anche per il 19enne di Marino una stagione indoor da incorniciare con l’8,34 che gli è valso addirittura il primato mondiale Under 20. Impossibile dire ora dove potrà arrivare, ma certamente sarà uno dei grandi dell’atletica mondiale.
Sul terzo gradino del podio si è issato il gigante Leonardo Fabbri, ad appena 11 centimetri dall’argento del neozelandese Tom Walsh e un po’ più distante dal solito Ryan Crouser, dominatore della specialità. Subito dietro Fabbri ecco Weir, a testimoniare una vitalità straordinaria del nostro movimento.
A completare i podi in chiave azzurra ecco Zaynab Dosso, la velocista cresciuta in modo esponenziale in questi ultimi mesi: il suo terzo posto nei 60, dietro la rappresentante di Santa Lucia Alfred e la polacca Svoboda, è davvero rivoluzionario per la storia dell’atletica azzurra, perché mai una nostra portacolori si era spinta fino alla finale. Il crono di 7″05, vicinissimo al suo nuovo limite italiano, conforta la sensazione che non sarà un exploit isolato.
Abbiamo poi avuto due atleti che sono andati vicinissimi al podio: si tratta dell’eptatleta Sveva Gerevini, a 12 punti da un bronzo che avrebbe avuto del clamoroso, e dell’ottocentista Tecuceanu, che presentatosi all’appuntamento con il mondiale stagionale ha confermato la buona condizione, ma si è arreso a chi si è dimostrato più scaltro e tatticamente smaliziato negli 800.
Piccola delusione per l’altro baby fenomeno della nostra atletica, Larissa Iapichino. In una gara condizionata dai crampi, la figlia d’arte si è fermata al settimo posto, con un 6,69 che comunque dista solo 8 centimetri dalla medaglia di bronzo. Bene il velocista Chituru Ali e bene l’ottocentista Eloisa Coiro. Deludente e in lacrime Ceccarelli, campione europeo dei 60, incorso in un fatale errore nel turno eliminatorio della sua gara.
Ora l’appuntamento è tra tre mesi, quando inizierà la stagione all’aperto, una stagione con gli Europei di Roma e le Olimpiadi di Parigi.
