Atletica leggera: una pioggia di record italiani nelle indoor

Lo stato di salute dell’atletica leggera azzurra richiederebbe un aggettivo di non facile identificazione: ottimale, strepitoso, debordante, straordinario possono comunque rendere l’idea. Prima del grande appuntamento di Glasgow (1-3 marzo), l’elite del movimento mondiale sta affilando le armi nei meeting europei e americani. Per i nostri stanno arrivando dei risultati davvero strabilianti (eccolo, il quinto aggettivo) e in prospettiva iridata sembra proprio che si possa far bene, comunque meglio che nel recente passato.
Ma vediamo i più significativi riscontri dei meeting della scorsa settimana, cominciando da Zaynab Dosso, che sta riscrivendo i limiti della velocità pura in salsa italica. Nella tappa del World Indoor Tour Gold a Torun, in Polonia la freccia azzurra ha corso in 7″02, limando di 3 centesimi il 7″05 del 27 gennaio a Lodz, una prestazione che le è valsa il secondo posto nel meeting e il secondo del ranking dopo il 7″01 della polacca Ewa Swoboda. Questo è il terzo record in altrettante gare nel 2024 per la sprinter che aveva esordito con 7″09. Un vero e proprio valzer di record italiani sta invece arrivando nei 1500 metri, con il limite indoor della distanza ritoccato addirittura quattro volte: per ultimo lo ha fatto Ossama Meslek, quinto con il tempo di 3″35.63, quasi mezzo secondo meglio del 3:36.04 di sabato a Metz.
Ricordiamo che ad inaugurare la serie era stato Arese che al Palaindoor di Padova aveva corso in 3’37″03, scatenando una serie di reazioni a catena. Sulla pedana del triplo vince Andy Diaz è planato a 17,61 con il secondo salto, incrementando la sua leadership mondiale. Il 1° agosto Andy, allenato dal bronzo olimpico Fabrizio Donato, sarà italiano anche per la IAAF, e ai Giochi di Parigi potrà rappresentarci e lottare per la conquista della medaglia d’oro.
Benissimo anche Lorenzo Simonelli, che ha firmato il record italiano dei 60 ostacoli con il crono di 7″50 superando dopo undici anni il 7.51 di Paolo Dal Molin del 2013. Data la giovane età dell’ostacolista azzurro, possiamo ben dire di trovarci in presenza di un altro possibile fenomeno, al pari dei due lunghisti, Larissa Iapichino e Mattia Furlani. Lorenzo ha corso anche i 60 piani in 6″59, altro risultato considerevole, che evidenzia quale sia la condizione di forma del romano dell’Esercito.
E i due citati lunghisti? Per Mattia Furlani record europeo juniores con un balzo di 8,08, che conferma la classe purissima del giovanissimo saltatore azzurro, atteso a Glasgow a un primo acuto internazionale nella categoria assoluta, dopo aver fatto incetta di record e di medaglie in quelle giovanili.
Anche la figlia d’arte Larissa Iapichino ha iniziato la stagione col botto, vincendo a Sabadell, in Spagna, grazie a un ultimo balzo a 6,62 e aggiudicandosi così la sfida con la spagnola Fatima Diame (6,56).
Chi invece ha iniziato la stagione agonistica con il conforto di un record italiano è Elisa Molinarolo, che nel salto con l’asta a Stoccolma con la misura di 4,63 ha migliorato di un centimetro il record tricolore di Roberta Bruni, che lo aveva stabilito nel 2023 ad Ancona. Per la veneta c’è stato poi un tentativo non proprio naufragato alla misura di 4,73, che ancora forse non è nelle sue potenzialità, ma in futuro potrebbe non essere irraggiungibile.