L’obiettivo di fondo è quello di fare delle sezioni distaccate dei Tar dei veri e propri tribunali amministrativi. E’ questa la logica alla base del disegno di legge presentato dal senatore pontino di FdI Nicola Calandrini, primo firmatario. “La normativa a oggi prevede che le sezioni staccate siano delle semplici articolazioni territoriali periferiche del Tar avente sede nel capoluogo di regione – spiega Calandrini – Tuttavia la realtà è mutata: le sedi staccate hanno una mole di lavoro a volte superiore a quella dei tribunali amministrativi, un’autonomia sia contabile che di bilancio, per non parlare dei poteri di chi li dirige, oggi inquadrato come semplice consigliere di tribunale amministrativo pur essendo, di fatto, un presidente a tutti gli effetti. Credo che i tempi siano maturi perché, anche formalmente, a queste sezioni venga riconosciuto il ruolo che di fatto già rivestono”.
CAPITOLO LATINA
Certamente un capitolo a parte merita il Tar di Latina: “La sezione staccata pontina rappresenta un’unicità nel panorama nazionale. Si tratta infatti di un’articolazione territoriale dell’unico Tar italiano chiamato a dirimere questioni inerenti le istituzioni centrali -afferma Calandrini– Il Tar del Lazio ogni anno giudica circa 16mila ricorsi, una mole di lavoro, e un numero di competenze, non equiparabili a quelle degli altri tribunali amministrativi. La sede staccata di Latina, quindi, non solo agisce già in autonomia ma avrà tutte le carte in regola, diventando tribunale amministrativo, per inglobare anche quei territori geograficamente e socio-economicamente equiparabili a quelli delle provincie di Latina e Frosinone per cui è già competente. Questo garantirebbe decisioni più veloci, minori spostamenti e soprattutto una razionalizzazione della mole di lavoro, davvero impressionante, che ricade sul Tar del Lazio”.
NUMERI IMPORTANTI
Nell’ultimo anno si è registrato un incredibile sforzo di produttività, viste le 553 sentenze con una definizione complessiva di 1161 ricorsi, che rappresentano una variazione percentuale che arriva quasi al 50%”. Restano 2454 ricorsi ancora pendenti. La Sezione Staccata di Latina, dunque, si conferma come la sede più gravata tra gli uffici di Giustizia Amministrativa a sezione unica, con il maggior numero di pendenze arretrate e organico in servizio ridotto al minimo. Le carenze dell’organico della Sezione sono state oggetto di segnalazioni. Più volte il Presidente della Sezione ha evidenziato le circostanze all’Organo di autogoverno dei giudici amministrativi, chiedendo supporti. In relazione alle necessità organizzative sono state adottate misure volte ad implementare l’organico. Appena 4 i giudici amministrativi della prima sezione. L’obiettivo che il collegio di magistrati amministrativi di Latina, è che la Sezione pontina possa proseguire l’attuazione dei programmi di smaltimento del contenzioso pendente, secondo le disposizioni per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l’efficienza della giustizia, con l’organico al completo di nove magistrati, operanti in due sezioni. Ovvero con forze numericamente sufficienti e adeguate a fare fronte alla mole di arretrato.
Dunque la sfida che attende la Sezione di Latina, come tutti gli uffici della Giustizia Amministrativa, è di far fronte alle pendenze sospese con programmi di smaltimento in linea con gli obiettivi posti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, allo scopo di eliminare l’arretrato e rendere la durata dei processi conforme agli standards europei.
La Sezione Staccata di Latina ha raccolto il guanto di sfida ed ha dimostrato di essere all’opera fin da adesso, nell’attesa che la riorganizzazione definita e operativa dal prossimo anno fornisca all’ufficio giudiziario la struttura adeguata a fronteggiare il consistente contenzioso che caratterizza le due province di competenza.
