Campi rom, l’emergenza capitolina dimenticata dalla sinistra

Nei campi rom della Capitale, impropriamente chiamati “villaggi della solidarietà” ormai da undici anni, ci sono più situazioni di grave pericolo che li rendono non agibili: fognature inesistenti o non a norma, impianti elettrici non a norma, discariche abusive.

A gennaio tre roghi hanno interessato l’interno del campo di via Candoni, alla Magliana. Il primo il 12 gennaio, quando a bruciare sono stati plastica e rifiuti di altro genere, il secondo – con 5 moduli abitativi in fiamme – la sera del 25 e l’ultimo denunciato da Fratelli d’Italia il 30 gennaio, di giorno. Un altro rogo si era verificato il 30 marzo 2022, sempre a via Luigi Candoni, dove la baraccopoli si trova nei pressi di un deposito Atac preso spesso di mira: solo nei primi trenta giorni del 2023 sono state 8 le sassaiole a danno di mezzi pubblici all’interno del deposito o in transito davanti al campo. A fine gennaio le fiamme sono divampate anche a Castel Romano, altro “villaggio attrezzato” stavolta sulla via Pontina nella zona sud della Capitale.

Circa 2.500 persone da trasferire. Pd e FdI chiedono presto una strategia. Data la situazione di pericolo, per i tecnici del Comune (responsabili della manutenzione dei campi) è necessario trovare un’altra sistemazione alle famiglie rom, sinti e caminanti che abitano i villaggi esistenti: parliamo di circa 2.500 persone tra via Candoni, Villa Gordiani, Castel Romano, via del Casale Lumbroso, via di Salone, via Salviati, con la presenza più nutrita proprio a via Candoni (795 persone). 

EMERGENZA CAPITOLINA

I ripetuti episodi di cronaca e le denunce da parte del centrodestra romano stanno aumentando sempre di più la pressione intorno all’emergenza rom nella Capitale. Lo scorso 14 dicembre in un consiglio straordinario, chiesto dal presidente della commissione trasparenza Federico Rocca (FdI), le opposizioni  e la maggioranza guidata dal Pd si sono trovate concordi nel chiedere all’assessora Barbara Funari la stesura di un piano di superamento delle baraccopoli il più possibile chiaro, strutturato e soprattutto veloce.

Inoltre, la commissione politiche sociali guidata da Nella Converti (Pd) ha iniziato ad ascoltare i rappresentanti del terzo settore per contribuire al piano di superamento – la delibera dovrebbe arrivare a marzo – ma anche per dettare la linea all’assessorato. “Gualtieri non usi le case popolari – avverte sempre Rocca – per far fronte a questa emergenza”. E il consigliere di centrodestra ha pronta la convocazione per una commissione garanzia e trasparenza ad hoc. 

Gli uffici dipartimentali di Roma si aggiungono alle richieste pressanti dell’opposizione: “I villaggi della solidarietà vanno chiusi”. Il motivo? Sono “inagibili”. In una recentissima lettera del dipartimento lavori pubblici, indirizzata a Gualtieri, al direttore del Csimu, alle assessore Funari (sociale), Alfonsi (rifiuti) e Segnalini (lavori pubblici) vengono elencate tutte le gravi criticità che rendono una bomba ad orologeria i campi attualmente esistenti sul territorio capitolino.