Stavolta non c’è stato l’en-plein: dei quattro azzurri impegnati nella notte italiana nel secondo turno degli Open d’Australia, solo due hanno saputo superare lo scoglio approdando ai sedicesimi di finale.
Jannik Sinner, numero 4 del mondo, ha giocato a tetto chiuso perché nelle prime ore del mattino australiano, come previsto, la pioggia ha impedito il regolare svolgimento sui campi non coperti, consentendo solo la disputa dei match sui campi dotati di copertura.
Di fatto le gare “indoor” sono quelle che più piacciono al nostro campione, e così per De Jong le possibilità di far partita, già piuttosto esigue, si sono totalmente azzerate.
L’esibizione dell’altoatesino è stata un concentrato di potenza e di eleganza: Jannik ha danzato sul campo con tempismo perfetto e la sua racchetta è diventata la fionda di Davide. Dall’altra parte però non c’era Golia, ma un sempre più impaurito Jesper De Jong, 23enne olandese di Harlem, che le ha provate tutte per cercare di arginare la furia dolomitica del nostro numero uno. Un 6/2 periodico ha mandato in archivio il confronto in meno di due ore di gara. Rispetto all’esordio contro l’altro olandese Van de Zandschulp un sensibile miglioramento per Jannik, pur tenendo conto che il livello dell’avversario si è oggettivamente abbassato. Nel terzo turno troverà Baez, coriaceo combattente da fondo campo.
Ha stupito tutti ed è planato al numero 75 della classifica mondiale live il romano nato a Firenze Flavio Cobolli. Opposto al russo Kotov, che nei giorni scorsi si era preso anche lo scalpo del nostro Musetti, Cobolli ha condotto con grande autorevolezza l’intero match, dando la sensazione di poterlo chiudere in tre set. Una fatale esitazione nel finale della terza partita lo ha però costretto agli straordinari, cioè a un quarto set nel quale ha definitivamente rotto l’equilibrio, imponendo al russo un ritmo troppo sostenuto per i suoi standard. Vistosamente cresciuto al servizio e sempre più solido nei colpi al rimbalzo, Cobolli dovrà ora misurarsi ai sedicesimi con Alex De Minaur.
Il piccolo grande australiano, che ambisce ad entrare stabilmente nella top ten mondiale, ha per suo conto travolto un Arnaldi che solo nel primo set ha lottato in modo encomiabile e con un tennis all’altezza della sua nuova dimensione. A partire dalla seconda partita, però, gli errori del sanremese son diventati troppi e per il padrone di casa è stato fin troppo facile andar via nel punteggio e chiudere i conti in tre sole partite.
Nota dolente della giornata, la sconfitta al quinto set di Lorenzo Musetti, che contro il francesino Van Asshe sembrava comunque aver trovato la chiave per uscire vittorioso dal confronto. Perso il set d’apertura, il toscano ha reagito con orgoglio, aggiudicandosi il secondo parziale e vincendo in rimonta, al tie break, il terzo. Pratica risolta? Niente affatto, perché nel quarto set le ombre sono tornate prepotenti e il carrarino non è riuscito a scacciarle, prima di un quinto set trasformatosi nel monologo del francese. Peccato, ma sul veloce Lorenzo dovrà decidersi ad avvicinarsi alla linea di fondo, altrimenti ogni battaglia sarà impervia.
Allargando l’orizzonte oltre gli italici confini, continua a vincere ma non proprio a convincere Novak Djokovic, che anche contro Popyrin ha lasciato un set, fornendo la sensazione di essere ancora alla ricerca di una condizione ottimale e di un controllo dei colpi. Di rilievo i successi di Maroszan su Francisco Cerundolo e, nel femminile, quello travolgente di Mirra Andreeva su una Jabeur abulica oltre misura.
Cobolli supera Kotov e si regala il terzo turno degli Australian Open

