Archiviato il mese terribile, con Milan, Fiorentina, Roma e Juventus avversarie nobili e purtroppo poco concessive, almeno in termini di punti lasciati, il Frosinone torna a concentrarsi su gare che non hanno una favorita della vigilia.
Son quelle che a conti fatti valgono doppio, che a volte sono decise dagli episodi e spesso da una feroce volontà. Le prime sei o sette squadre della massima serie hanno campioni che possono vincere le partite con le loro giocate, persino avulse dal contesto del volume di gioco e della lucidità tattica. Le altre, di regola, devono guadagnarsi la pagnotta attraverso prestazioni di spessore, perché non c’è il mago che inventi la giocata a prescindere.
Eusebio Di Francesco ha creato un collettivo che sa imporre il proprio gioco persino alle grandi, e che non è troppo suo agio nell’impostare tattiche difensive esasperate, di fatto mai attuate. Contro il Lecce, compagine che in classifica può vantare un solo punto in più rispetto ai canarini, si prospetta pertanto una partita condotta con grande coraggio dai ciociari, che nel girone di ritorno hanno sin qui vinto una sola gara: quella casalinga contro il Cagliari, rimontando il gol segnato nel primo tempo dai sardi. Tanto con i cagliaritani che con il Verona, il Frosinone ha guadagnato il vantaggio nello scontro diretto, che non è elemento da sottovalutare, visto che è la prima discriminante in caso di arrivo a pari punti. Contro il Lecce, nel match di andata, finì 2-1 per i salentini, con gol di Ramadani proprio in chiusura di confronto. Vincere con un solo gol di scarto riporterebbe in parità lo scontro diretto, che ovviamente finirebbe col premiare i ciociari in caso di vittoria con 2 reti di margine.
A 12 turni dal termine è forse prematuro stilare tabelle, ma è comunque saggio non ignorare certe dinamiche che potrebbero rivelarsi determinanti. A decidere la volata salvezza saranno sostanzialmente due tipologie di gare: gli scontri diretti, e qui non c’è bisogno di addurre cause giustificative, e i match contro formazioni che in un certo momento della stagione potrebbero avere stimoli un po’ meno pressanti. Anche il calendario allora avrà il suo peso, perché tanto per fare l’esempio più evidente non sarebbe la stessa cosa incontrare l’Inter già campione d’Italia o una squadra nerazzurra che dovesse aver bisogno di uno o più punti per la certezza del titolo. Per cercare di guadagnare una salvezza magari anche un pochino anticipata, il Frosinone dovrà capitalizzare al meglio i tre scontri diretti casalinghi, contro Lecce, Udinese e Salernitana. Se Mazzitelli e compagni dovessero cogliere 7 o 9 punti in questi tre confronti, la salvezza sarebbe davvero a un passo.
A regalare un po’ di ottimismo sono le condizioni sempre migliori dei reduci dall’infermeria. Attualmente il solo fermo alle terapie è Bonifazi. Stanno già lavorando in differenziato Marchizza, Lusuardi ed Oyono, mentre tutti gli altri elementi della rosa ad eccezione di Kalaj sono a disposizione di mister Di Francesco, che potrà così avere abbondanza di scelte per il match di domenica pomeriggio.
Possibile che il tecnico abruzzese torni al suo 4-3-3, con Monterisi che può insidiare la titolarità di uno tra Okoli e Romagnoli. Tra i pali potrebbe toccare di nuovo a Turati, ovviamente in ballottaggio con Cerofolini, mentre le corsie esterne potrebbero vedere in campo Zortea e Valeri. A centrocampo Brescianini, Mazzitelli e uno tra Gelli e Reinier, mentre davanti con Soulé e Harroui il solito dilemma Cheddira-Kaio Jorge.
Arbitrerà Guida di Torre Annunziata.
Comincia la volata salvezza: il Frosinone vuole tornare ad assaporare i tre punti

