Dopo tredici mesi di contrapposizione frontale e di “guerra” le correnti del Pd trovano l’intesa per un congresso unitario: Achille Migliorelli segretario e Sara Battisti presidente. Il perimetro politico è quello disegnato da Daniele Leodori e Claudio Mancini. Ma c’è chi dice no: il sindaco di Cassino Enzo Salera.
L’accordo per un congresso unitario è stato siglato all’interno della cornice politica disegnata da Daniele Leodori (segretario, consigliere regionale del partito ed esponente di spicco di AreaDem) e Claudio Mancini (parlamentare e leader di Rete Democratica).
Quella cornice è destinata a racchiudere un quadro politico che ha due obiettivi principali: la conferma di Roberto Gualtieri sindaco di Roma nel giugno 2027 e la vittoria del centrosinistra (magari guidato da Leodori) alle regionali del Lazio del febbraio 2028.
Francesco De Angelis e Sara Battisti lo hanno tenuto presente ieri pomeriggio, quando nella sede della federazione provinciale dei Democrat hanno messo nero su bianco i punti fondamentali. E decisivi. Presenti anche Achille Migliorelli e Luca Fantini. Il segretario lo farà Achille Migliorelli, esponente di AreaDem di Francesco De Angelis. Mentre il ruolo di presidente sarà affidato a Sara Battisti, consigliera regionale e vicinissima a Claudio Mancini. Non si tratta di un elemento di poco conto, perché in questo modo la Battisti avrà una funzione più “istituzionale” che operativa, ma soprattutto in grado di esercitare una sorta di supervisione sul rispetto delle intese. Scritte e non scritte. E’ importante sottolineare come Sara Battisti si sia mossa nell’ambito di una sinergia totale e condivisa con Antonio Pompeo, referente dei Riformisti. I due, nel corso dei tredici mesi di contrapposizione frontale nel partito, hanno pianificato insieme ogni dettaglio tattico e programmatico.
Dal canto suo Francesco De Angelis ha dimostrato di voler anteporre le dinamiche regionali alle logiche da perenne resa dei conti. Sapeva perfettamente che nella sua componente bisognava convincere esponenti del calibro di Mauro Buschini, Adriano Lampazzi, Marco Delle Cese. Non è stato semplice, ma lo ha fatto. Più complessa l’interlocuzione con Parte da Noi, l’area che fa esplicito e diretto riferimento ad Elly Schlein, area rappresentata sul territorio da Danilo Grossi, Nazzareno Pilozzi, Umberto Zimarri.
In pratica l’assemblea provinciale dovrà votare una lista unitaria dei 176 delegati che verranno indicati dai 63 congressi dei circoli. Poi bisognerà definire la composizione della Direzione e i vari ruoli, soprattutto quelli strategici: vicesegretario, tesoriere, responsabile degli enti locali. Antonio Pompeo, che sa di rappresentare una sorta di ago della bilancia, vorrà spazio. Come Danilo Grossi. Sarà il primo “test” per la tenuta di un accordo complesso e assai articolato. Il documento congiunto firmato da Achille Migliorelli e Luca Fantini (che per tredici mesi sono stati costantemente ad un passo dalla “conta”) è indicativo. Hanno fatto questa premessa: «Viviamo una fase complessa e incerta, segnata da un quadro geopolitico instabile, dalla fragilità dell’Europa, dalla debolezza economica dell’Italia e da una Regione Lazio priva di una visione di sviluppo capace di guardare al futuro. È dentro questo contesto che il Partito Democratico avverte con ancora maggiore forza la responsabilità di costruire un’alternativa seria, credibile e di governo». Il “fulcro” del ragionamento è la Regione Lazio: inizia una volata lunghissima. Poi ancora: «Non una semplice intesa organizzativa ma una scelta politica precisa: mettere da parte le divisioni per rafforzare il Partito Democratico e renderlo pienamente all’altezza del compito che ci viene richiesto. Il nostro avversario non è interno, ma è la destra che governa il Paese, la Regione e molti territori senza una programmazione, senza un progetto di sviluppo e senza risposte ai bisogni reali delle persone. È un’intesa che garantisce una rappresentanza paritetica delle sensibilità politiche e culturali presenti nel partito, valorizzandone il contributo e rafforzando il senso di una comunità politica ampia, partecipata e coesa». Il Pd provinciale prova a recuperare il terreno perduto, preparandosi alle varie elezioni comunali che si snoderanno. E naturalmente alle provinciali del prossimo 8 marzo. Si torna sulla Regione. Spiegano Migliorelli e Fantini:“La Regione Lazio è oggi guidata da una destra che procede a vista, senza una strategia per il futuro. Il nostro compito è supportare un’opposizione rigorosa e propositiva, capace di smascherarne le inefficienze e di avanzare un’idea alternativa di Lazio e di Ciociaria. Un’azione che vede unito il Pd dal livello regionale fino a quello locale”. Insomma, siamo nell’ambito della rotta tracciata da Leodori e Mancini.
Luca Fantini comporrà la lista unitaria per l’elezione di Achille Migliorelli segretario. Nel documento si sottolinea: «Scegliere l’unità significa riconoscere il valore del lavoro svolto dalla precedente segreteria provinciale e farne una base solida su cui costruire una fase nuova. Una nuova classe dirigente che non azzera, ma si mette a disposizione per rafforzare quanto di buono è stato fatto». Poi la conclusione: «Ci auguriamo che questo passaggio apra una stagione diversa per il Partito Democratico della provincia di Frosinone: più unito, più determinato nel costruire l’alternativa alla destra».
C’è voluto coraggio per arrivare ad un accordo di questo tipo dopo tredici mesi di scontro frontale. Ci è voluto coraggio perché all’interno dei diversi schieramenti in tanti hanno dovuto ingoiare il rospo o fare buon viso a cattivo gioco.
Intanto però sono iniziate subito le “ribellioni”. A Enzo Salera, sindaco di Cassino, le modalità e i retroscena dell’intesa non sono piaciuti (affatto) è un eufemismo. Infatti è salito subito sulle barricate. Salera fa parte dell’area di Francesco De Angelis. Ha voluto far capire che nel Pd, per quanto riguarda il cassinate, i conti si fanno con lui. Non senza di lui. Il concetto è semplice: Salera vuole giocare da protagonista alle prossime elezioni per la presidenza della Provincia. Con il sostegno di tutto il partito. Altrimenti sbatterà la porta. Anzi, l’ha già sbattuta.
