Crisi al Comune, le “provinciali” e il grande bluff

Le elezioni provinciali si terranno il prossimo 8 marzo. Se il Comune di Frosinone dovesse essere “sciolto” nelle prossime settimane, gli amministratori del capoluogo non potrebbero partecipare. Né come elettori né come candidati. Così dispone la legge Delrio. Dura lex sed lex.
In queste ore Nicola Ottaviani e Riccardo Mastrangeli parlano, anzi scrivono apertamente che a loro giudizio sarebbe meglio andare alle urne. Ma sarà realmente possibile? Restiamo alle provinciali.
SUL DESTINO DI MASTRANGELI PESANO MOLTO LE STRATEGIE PER LE PROVINCIALI
Il deputato e coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani punta ancora alla conferma di Andrea Amata nell’emiciclo di Palazzo Jacobucci. Altrimenti lascerebbe campo libero a Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese, che invece sosterranno Luca Zaccari. Ottaviani fa affidamento su 9-10 voti ponderati di Frosinone: 4 della Lista per Frosinone, 2 della Lista Ottaviani, 1 della Lega, 1 della Lista Vicano,1 di Identità Frosinone. Più quello di Mastrangeli. Davvero sarà disposto ad andare a casa?
Se per Ottaviani e Mastrangeli le provinciali servono in qualche modo a far sapere a Roma che esistono anche loro diverso è il discorso per Fratelli d’Italia. Per cui l’appuntamento con il rinnovo del consiglio di Palazzo Iacobacci conta, ma fino a un certo punto. Franco Carfagna, capogruppo di Fratelli d’Italia, da mesi sta lavorando alla candidatura ma forse sta valutando anche quanto potrebbe portargli “politicamente” mettere la firma alla fine dell’ottavianismo. D’altronde il rischio di lasciare solo a Anselmo Pizzutelli e a qualche altro dissidente il mantenimento del “punto” sulle grandi contraddizioni politiche e amministrative della giunta Mastrangeli è un rischio politico che si potrà correre, adesso, non solo con qualche delega, ma con un profondo “reset” politico e amministrativo.
Carfagna in caso di corsa alle provinciali potrebbe contare su almeno 9 voti ponderati: 5 di FdI, 2 del Polo Civico, Massimiliano Tagliaferri (indipendente), Carlo Gagliardi (Lista Marzi). Ma potrebbe perfino salire. Va ricordato che Fratelli d’Italia nel capoluogo ha un consigliere provinciale uscente, Sergio Crescenzi, che era dato in pole per il terzo assessorato prima dell’accentuarsi della crisi.
I TANTI DESTINI INCROCIATI CHE DIPENDONO DAL FUTURO DI PALAZZO MUNARI
Nel capoluogo intanto Pasquale Cirillo (Forza Italia) si sta preparando alle provinciali, cercando sponde importanti fra i “dissidenti” e perfino nelle opposizioni.
Infine, Luigi Vacana, tra i “veterani” del consiglio dell’ente di piazza Gramsci. Il leader di Provincia in Comune ha ufficializzato il sostegno alla candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi (Psi), sulla base di un accordo che prevede come lo stesso Iacovissi e Armando Papetti (attualmente nella Lista Marzi ma già nella coalizione a sostegno del vicesegretario nazionale dei Socialisti) voteranno per lui in ottica provinciali.
Un’interruzione anticipata della consiliatura farebbe evaporare tutte queste strategie. Il che ci porta ad un’altra considerazione. Difficilmente (almeno prima delle provinciali) si potrà andare a dama con iniziative come le dimissioni di massa (occorrono almeno 17 firme su 33) o l’approvazione di una mozione di sfiducia (servono 17 voti in aula). Dunque, per decretare il “tutti a casa, si torna alle urne” c’è un solo modo: le dimissioni del sindaco Riccardo Mastrangeli. Irrevocabili. Nel senso che non le ritirerebbe trascorsi venti giorni. Vorrebbe dire assumersi per intero la responsabilità di interrompere mandato e consiliatura. In un Comune capoluogo, assai attenzionato dai livelli regionali dei partiti del centrodestra. Inoltre vorrebbe dire anche che la Lega dovrebbe prendersi per interro laresponsabilità di archiviare definitivamente una lunga stagione del centrodestra, iniziata nel 2012. Tagliando i ponti con Fratelli d’Italia e Forza Italia. Vale a dire con gli alleati al Governo nazionale e alla Regione Lazio. Decisamente complicato.
DOMANI IL VERTICE LEGA-FDI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Domani alla Camera dei Deputati si confronteranno i leader. Per Fratelli d’Italia ci saranno i deputati Paolo Trancassini (coordinatore regionale) e Massimo Ruspandini (presidente provinciale). Per la Lega il senatore Claudio Durigon (sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e vicesegretario nazionale) e il deputato Nicola Ottaviani (coordinatore provinciale). Presente naturalmente il sindaco Riccardo Mastrangeli.
Trancassini ha chiesto e ottenuto un summit urgente dopo che Mastrangeli aveva revocato le deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia al termine della seduta consiliare del trenta settembre.
Quali sono però i reali margini di ricomposizione della situazione? In assenza di una cornice politica vera e condivisa è complicato immaginare di andare a dama.
Al di là dei fuochi artificiali e delle narrazioni da… distrazione di massa, sul tavolo di Mastrangeli c’è la richiesta di un rimpasto di giunta. Sollecitato non solo da Fratelli d’Italia e da Massimiliano Tagliaferri ma anche dalla Lista per Frosinone di Antonio Scaccia. Ricordate? Terzo assessorato a FdI e secondo alla Lista per Frosinone. Ma pure rappresentanza al Polo Civico, che ormai da oltre un anno fa parte della coalizione. Infine, la delega all’urbanistica a Carlo Gagliardi. Dopo il trenta dicembre però, Ottaviani e Mastrangeli hanno spostato il tiro sulle delibere amministrative. Il motivo è semplice: non intendono toccare l’assetto della giunta. Pur sapendo che la stessa non è più rappresentativa degli attuali rapporti di forza. Perché non vogliono estromettere uno o due degli attuali assessori. Il nodo vero è soltanto questo. Tutto il resto è… ammuina.