Il match di Lecce deve servire a spezzare il tabù trasferta. Cinque gare esterne infruttuose sono troppe per un Frosinone bello e prolifico, ma finora double face quanto a rendimento. Chissà che non basti chiuder gli occhi e immaginarsi allo Stirpe, come Eusebio Di Francesco afferma quando gli chiedono dell’aspetto mentale. Il tecnico abruzzese fa anzitutto il punto sulle condizioni fisiche dei suoi ragazzi. “Eh si, in difesa siamo strettini” afferma con un eufemismo teso a cacciar via ogni forma di piagnisteo. In realtà il Frosinone nel pacchetto arretrato ha gli uomini contati e il dubbio ulteriore riguarda Oyono, che ha accusato un problemino in allenamento. E allora, prima di stabilire se convenga far giocare a sinistra lui o Lirola, anche in considerazione delle caratteristiche degli avanti avversari, bisogna esser certi che il franco gabonese sia a disposizione.
Sarà un dubbio che si trascinerà fino al momento di stilare la lista dei convocati, mentre sull’assenza di Mazzitelli dubbi non ci sono. Il capitano potrebbe tornare contro la Juventus, o almeno si lavorerà per raggiungere lo scopo. Chi a Lecce vorrebbe tanto esserci è Monterisi, che Di Francesco ha pubblicamente elogiato per lo spirito di sacrificio mostrato contro il Torino, quando ha giocato un tempo con una caviglia gonfia oltremisura. Per lui il forfait è estremamente probabile, ma conoscendo le sue capacità di sacrificarsi e la sua voglia di fornire un contributo alla squadra, la formula dubitativa è obbligata.
Tra color che son sospesi ora c‘è anche Cuni, che va a rimpinguare la fin troppo nutrita lista dei giocatori che non hanno una condizione ottimale. Anche per lui sarà importante valutare le indicazioni provenienti dagli ultimi allenamenti pre-gara. A centrocampo però vanno registrati con soddisfazione il totale recupero di Gelli, che “ha fatto tutto benissimo in settimana” e quello un po’ più graduale di Harroui, che stavolta si candida in modo autorevole a disputare almeno uno spicchio di gara. “In prospettiva del match di Lecce lo vedo già con un altro potenziale rispetto alla gara con il Torino”.
Dall’altra parte ci sarà un’altra squadra sbarazzina e fin qui capace di veleggiare senza patemi a distanza dalla zona rossa. “Faccio i complimenti sinceri a D’Aversa, che peraltro è un mio amico e compagno di gioco nel padel, per il lavoro svolto sin qui. Il suo Lecce è una squadra aggressiva e con una identità ben precisa, peraltro dotata di alcune pregevoli individualità”.
In merito alla gara con il Torino e a qualche polemica su decisioni arbitrali che avrebbero favorito il Frosinone, Eusebio Di Francesco è perentorio: “Può esserci un solo episodio dubbio e di conseguenza mi pare che parlare di un match in cui siamo stati favoriti possa essere affermazione faziosa o eccessiva. Della gara con il Torino prendo invece con grande soddisfazione i complimenti rivoltici da Juric e invito un po’ tutti a ricordare che se loro hanno preso un palo grazie all’abilità balistica di un giocatore, noi abbiamo avuto almeno tre o quattro nitide occasioni da gol”.
Il gol che non arriva dalle punte porta a ritenere fondamentali gli inserimenti dei centrocampisti alla… Eusebio Di Francesco, capace di far 30 gol in A.. Richiesto in merito alla possibilità che qualcuno possa imitarlo, il trainer ha risposto così:
“Ne feci in verità 32, ma a parte gli scherzi ritengo che della nostra rosa un giocatore con caratteristiche simili alle mie sia Brescianini, che ha ancora un margine molto ampio di crescita e che ne prenderà coscienza progressivamente. Harroui è bravo ad attaccar gli spazi, Gelli a costruire, ma il più simile a me è senza dubbio Brescianini. Per la squadra sarebbe molto importante però che cominciassero a segnare con più frequenza le punte. E’ essenziale dal punto di vista mentale, che il loro apporto torni presto ad essere determinante”.
Della sua esperienza a Lecce, datata 2011, Eusebio Di Francesco ha un ricordo “double face”: estremamente positivo per la gente incontrata, per l’ambiente che dal punto di vista umano fu di grande cordialità e simpatia, un po’ meno per gli obiettivi di quella squadra, visto che la proprietà di allora era focalizzata su una cessione e del suo “riportar entusiasmo” non si fece portatrice.
Il calcio è così: tanti tasselli devono incastrarsi al meglio per ottenere il risultato. A Frosinone Di Francesco ha ritrovato un ambiente sereno e stimolante e i risultati parlano per lui. Tra due giorni a Lecce si va a caccia del primo acuto esterno.
Di Francesco, dubbi e certezze a due giorni dal match di “Via del Mare”

